Umberto Bossi? Ha detto che racconto balle, che tradisco il Nord, che non capisco un accidente, che bisogna allearsi per tutta la vita e per sempre con Berlusconi, che non devo occuparmi di quello che succede da Roma in giù, che l’Europa non si tocca. Ha una visione diversa della Lega che milioni di italiani stanno seguendo”. Così, dopo un torrenziale preambolo, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, risponde a Luca Telese e a Oscar Giannino, nel corso 24 Mattino (Radio24), sulla sua decisione di non far parlare il Senatur sul palco della Festa di Pontida. “Ma secondo voi gli ascoltatori stanno fremendo dalla voglia di sapere cosa ci siamo detti io e Bossi nel retropalco?” – continua Salvini – “Credo che abbiano altre preoccupazioni, come il lavoro e le tasse. E in quest’ottica abbiamo fatto parlare il primo sindaco leghista in Toscana, Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina (Pisa), a nome delle centinaia di sindaci leghisti, poi Toti, Maroni e Zaia e infine il segretario della Lega, cioè un movimento che qualcuno vorrebbe imbavagliare con una sentenza bizzarra. Non potevo far parlare tutti, quindi ho parlato io, non perché sia un genio, ma perché potevo ben riassumere i sentimenti, le idee e il cuore di tutti i dirigenti della Lega”. E aggiunge: “Se Bossi va via dalla Lega, certo che mi dispiace. Ma qualche errore in passato è stato commesso e limitare la propria azione politica alla mia Milano, a Verona o a Cuneo non ha senso. Sono leader della Lega e me ne frego di quello che succede in Abruzzo o in Puglia? Siamo seri“. Poi si sofferma sulla vicenda giudiziaria della Lega: “Sapete qual è la follia? Come capita ogni giorno a tanti artigiani e imprenditori, si parla di qualcosa che io non conosco, perché a me notificano l’atto del Tribunale di Genova oggi pomeriggio alle 15.00. Ci hanno sequestrato i conti, che sono tutti bloccati. In tutta Italia la Lega non può toccare un euro. E non è che hanno bloccato i soldi sul conto, ma hanno portato via tutti i soldi che c’erano. Non c’è più una lira. E senza una sentenza di condanna in via definitiva e senza che io sappia nulla, perché mi notificano l’atto 4 giorni dopo aver prosciugato i conti”. E rincara: “Non sono soldi di finanziamento pubblico, ma contributi volontari di elettori, di militanti e di simpatizzanti. Non so quanto abbiano rastrellato, io posso solo dire che sui conti della segreteria federale c’erano 30mila euro. Cercano 48 milioni di euro? Forse devono andare a Monte Paschi o a Banca Etruria o a Veneto Banca. Da noi non li trovano“. Salvini prosegue il suo j’accuse: “In Italia non può esserci uno Stato di diritto dove tu blocchi i conti di un imprenditore o di un artigiano e poi una settimana dopo gli spieghi perché lo hai fatto. E’ una roba da matti. Noi continueremo a portare in giro le nostre idee e le nostre battaglie anche senza soldi e a tasche vuote, come stiamo facendo e abbiamo fatto. Se hai buone idee, vai avanti. Al di là delle sventure, Salvini va avanti e vincerà lo stesso“. Poi spiega: “Perché non mi sono costituito parte civile nel processo contro Bossi e chi aveva danneggiato la Lega? A Milano l’ho fatto, poi ho ritenuto che il processo fosse così fondato sul nulla che non ce ne fosse la necessità. Gli avvocati mi hanno detto che c’è solo un precedente storico di partito a cui hanno sequestrato i conti: in Turchia. Pensavo che l’Italia fosse diversa dalla Turchia. Mi sbagliavo“. Il capo del Carroccio invoca quindi una riforma della giustizia e puntualizza di dissentire da Renzi sul caso Consip e sulla sua accusa di “golpe”: “Quando i guai giudiziari riguardano Renzi, per lui è un golpe, quando tocca agli altri, invece, hanno ragione i magistrati. Io non cambio idea ogni quarto d’ora. Fortunatamente l’Italia è piena di magistrati che fanno bene il proprio lavoro e che rischiano la vita. Renzi ormai è nel pallone ed è malato di protagonismo. Quindi, penso che la sua parabola sia finita