I giudici hanno revocato gli arresti domiciliari per l’ex capo del personale in Campidoglio Raffaele Marra e l’imprenditore Sergio Scarpellini, imputati per concorso in corruzione. I due tornano liberi, ma avranno l’obbligo di firma giornaliero tra le 19 e le 20, il divieto di espatrio e l’interdizione dai pubblici uffici per un anno. Ad assistere all’udienza del processo anche l’avvocato della sindaca M5s che ha annunciato l’audizione della prima cittadina slitterà al 19 settembre prossimo. Raggi è stata citata nella lista testimoni dei difensori di Marra. In base a quanto riferito dal suo legale, l’avvocato Alessandro Mancori, “il sindaco, se chiamata, dovrà presentarsi in aula e rispondere a tutte le domande in quanto non c’è alcun collegamento tra questo processo le l’indagine sulle nomine in Campidoglio in cui risulta indagata per falso e abuso d’ufficio”. Proprio in merito all’inchiesta nomine, il legale ha detto che Raggi chiederà di essere interrogata nei prossimi giorni.

Marra durante l’udienza del processo di oggi, si è definito un servitore dello Stato: “L’essere arrestato mi ha distrutto, mi ha devastato perché io sono sempre stato un servitore dello Stato”. Parlando davanti ai giudici della seconda sezione penale, Marra ha ribadito che nel 2016 non voleva rientrare dall’aspettativa in cui si trovava da alcuni mesi ma “la Raggi mi chiedeva di darle una mano, mi hanno scongiurato di rientrare“. Parlando della vicenda giudiziaria, del presunto prestito di 367mila euro fatto da Scarpellini, ha aggiunto: “Quei soldi erano un prestito per mia moglie con gli assegni a me materialmente incassati. Il denaro sarebbe stato restituito. Io ho fatto solo da mediatore e mi sono rivolto a un amico per avere quella cifra. Io sono una persona perbene, non sono un corrotto e spero che ciò emerga dal processo, non ho nulla da nascondere”.

L’avvocato della sindaca M5s di Roma ha quindi detto che la prima cittadina si metterà a disposizione degli inquirenti per spiegare la nomina a capo della segreteria politica di Salvatore Romeo e quella a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio, di Renato Marra fratello del suo ex braccio destro Raffaele (in carcere da dicembre). Il 20 giugno scorso era uscita la notizia della chiusura indagini: la sindaca rischia il rinvio a giudizio per le accuse di falso e abuso d’ufficio. Mancori ha spiegato che per quanto riguarda l’abuso d’ufficio per la nomina di Romeo “le precedenti amministrazioni (e Marino) hanno proceduto a nomine nello stesso modo in cui la Raggi ha nominato il suo ex capo segreteria”. Per quanto riguarda l’accusa di falso, l’avvocato, ha annunciato che presenteranno alla Procura l’esito di loro indagini difensive.