“Ci sono parole che non hanno più senso: democrazia, voto…che cos’è io non lo so più! Stiamo facendo una legge elettorale che non capisce più nessuno, neanche voi riuscite a capire quando dovete mettere otto croci su cinque sei cose che non capite”. Lo ha detto Beppe Grillo a Taranto dove si è fermato a parlare con alcuni operai del siderurgico. I Cinquestelle sono uno dei motori dell’intesa con il Pd e Forza Italia per la nuova riforma elettorale. In realtà poi il leader dei Cinquestelle poi sistema una frase che poteva sembrare contraddittoria. “La legge elettorale – spiega su facebook – è un tema complicato, che i cittadini non capiscono e di cui neppure vogliono sentire parlare. Li capisco. Oggi sono a Taranto e ho visto i segni che l’Ilva ha lasciato sulla città. Per questa gente la legge elettorale è l’ultimo dei problemi. E questo è ciò che ho detto loro”. Ma Grillo aggiunge sul sistema elettorale: “Stiamo facendo un lavoro certosino”. Spiega Grillo che il M5s ha messo “la faccia sulla legge elettorale” perché non poteva “lasciare che Pd e Forza Italia scrivessero le regole del gioco a loro uso e consumo”. “Vogliamo dare al Paese – ribadisce – una legge elettorale costituzionale e lo stiamo facendo. Avanti così!”. Posizione che conferma anche in un’intervista al Tg2.  “Adesso vediamo di preferire la forma più giusta per gli italiani, dobbiamo arrivare ad una giusta legge elettorale per gli italiani, dobbiamo andare a votare”.

Ma è bastata quella prima dichiarazione a far alzare la guardia al Partito democratico: “Il Pd – dice Lorenzo Guerini – si è impegnato a votare fino in fondo la legge elettorale e crediamo che sia da irresponsabili mettere a rischio il percorso a poche ore dal passaggio in Aula. Sia chiaro: per noi l’accordo è valido se nessuno si sfila, perché abbiamo rinunciato a una parte consistente delle nostre posizioni con responsabilità per favorire un’intesa ampia. Chi si sfila si assume la responsabilità politica e di fronte al Paese di bloccare la legge elettorale“.

In Aula, durante il dibattito, la deputata M5s Federica Dieni aveva risposto alle critiche sull’atteggiamento del Movimento nel dibattito sulla legge in discussione: “Deve essere chiaro che non siamo disposti ad accettare qualsiasi porcheria, ma neppure a dare alibi ai partiti autoescludendoci dalla possibilità di far sentire e pesare la nostra voce. Chi ci chiede di farlo non vuole il bene del Paese”. Il collega Danilo Toninelli ha annunciato poi una ventina di emendamenti: tra questi quelli per introdurre le preferenze nel listino proporzionale e il voto disgiunto per poter votare in modo separato il collegio uninominale e la parte proporzionale.

Emanuele Fiano, relatore della legge, oggi ha confermato che con i grillini, nel lavoro sulla legge elettorale, “abbiamo collaborato tra persone che fino ad un minuto primo ed un minuto dopo la legge elettorale continueranno ad esser avversari politici”. Se i Cinquestelle porteranno in aula degli emendamenti sulle preferenze, voi li voterete?, gli hanno chiesto i conduttori di Un giorno da pecora, su Radio1 Rai. “No, non li voteremo – è la risposta – E poi ho difficoltà a capire come si faccia ad inserire a questo stadio della legge, con un semplice emendamento, il meccanismo delle preferenze nei listini”.