L’indiscrezione arriva dai media americani, perché Donald Trump al momento annuncia che parlerà nei prossimi giorni. Ma la strada pare ormai tracciata: gli Stati Uniti non intendono rispettare l’accordo di Parigi sul clima, nonostante le pressioni ricevute in senso opposto dai leader stranieri. Il primo a rivelarlo è il sito Usa Axios, che cita “due fonti vicine all’amministrazione”, seguito da Abc e Cbs. Ritirandosi dall’accordo, gli Usa diventerebbero l’unico Paese a non sottoscrivere il patto, insieme alla Siria e al Nicaragua.

Per Axios, secondo cui Trump avrebbe rivelato in anticipo la sua decisione ad alcuni uomini a lui vicini, un piccolo team di esperti, tra cui anche il capo dell’agenzia per la difesa dell’ambiente (Epa) Scott Pruitt, sono al lavoro per definire i dettagli sulle modalità con cui verrà eseguito il ritiro dall’accordo, firmato nel dicembre del 2015 da Barack Obama. Il sito scrive che rimane ancora da stabilire se gli Stati Uniti avvieranno un formale ritiro dall’accordo, processo che potrebbe richiedere fino a tre anni, o se usciranno direttamente dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, cosa che “sarebbe più veloce ma molto più estrema“.

A premere affinché Trump prendesse una decisione erano stati 22 senatori repubblicani (tra cui il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell), che in una lettera aperta al tycoon avevano detto di “incoraggiare con forza” Trump a uscire dall’accordo, perché restarvi avrebbe impedito alla sua amministrazione “di realizzare il suo obiettivo di abrogare il Clean Power Plan“, il piano per l’energia promosso da Obama. Alla Casa Bianca però c’è anche chi è di opinione contraria, come Ivanka e il segretario di Stato Rex Tillerson. Anche il capo del Consiglio economico della Casa Bianca, Gary Cohn, sostiene la linea di chi pensa che gli Stati Uniti possano rimanere nell’accordo pur abbracciando in patria una politica che smantella l’agenda ambientalista di Obama.

La preoccupazione su un eventuale ritiro degli Usa dall’accordo era emersa recentemente durante il G7, ma le posizioni espresse dal presidente avevano alimentato molti timori a livello internazionale fin dall’inizio della sua corsa per la Casa Bianca. Intanto la Germania, che Trump ha attaccato più volte negli ultimi giorni, ribadisce la speranza “che gli Usa si sentano ancora vincolati” all’adesione dell’accordo. Il primo ministro finlandese, Juha Sipila, ha detto che un’eventuale uscita Usa dall’accordo sarebbe “un grosso ostacolo”, e che a quel punto servirebbe “trovare partner per continuare, perché questo lavoro non deve fermarsi”.