Grave inquinamento del suolo, dell’aria e degli allevamenti. Sono accusati di associazione a delinquere in disastro ambientale le sette persone arrestate alla Fluorsid di Macchiareddu, l’azienda del presidente del Cagliari Calcio Tommaso Giulini con sede ad Assemini, in provincia del capoluogo di regione sardo. In cinque sono finiti in carcere e altri due si trovano ai domiciliari dopo l’operazione degli agenti del nucleo investigativo del Corpo forestale, coordinati dal pm Marco Cocco. Gli investigatori confermano che a carico di Giulini non risulta nulla e che il presidente del Cagliari non è coinvolto nell’operazione.

In cella sono finiti Michele Lavanga, direttore dello stabilimento, Sandro Cossu, direttore del settore sicurezza ambiente della società e l’ingegnere Alessio Farci. In carcere anche Simone Nonnis e Marcello Pitzalis, dipendenti di una ditta appaltatrice di proprietà di Armando Bollani, che però è finito ai domiciliari per questioni di età. Ai domiciliari anche Giancarlo Lecis, mentre è indagato a piede libero Fabrizio Caschili, direttore tecnico della società. La Fluorsid opera in Sardegna dal 1969 per la produzione di fluoroderivati inorganici con l’utilizzo delle materie prime locali, principalmente la fluorite della Mineraria Silius. In oltre 40 anni di attività, Fluorsid è diventata leader mondiale nel proprio settore, presidiando i più importanti mercati internazionali.

“Inquinamento dell’aria, del suolo e degli allevamenti”
Si articolano in sette punti le contestazioni mosse dalla Procura e accolte dal gip Maria Cristina Ornan. “Una grave contaminazione dell’aria, per effetto della dispersione delle polveri nocive, altamente concentrate, provenienti dallo stabilimento Fluorsid dal cantiere di Terrasili – si legge nell’ordinanza -. Una grave contaminazione del suolo ascrivibile anzitutto alla diffusione delle polveri, e dimostrata dalle analisi dei campioni di suolo e di vegetali (di specie pabulari), prelevati da aree prossime allo stabilimento; contaminazione delle falde acquifere di metalli pesanti e composti inorganici”, in questo caso si parla di valori anche tremila volte superiori a quanto consentito.  Il giudice sottolinea anche la contaminazione da fluoro degli allevamenti a Macchiareddu: “In particolare è acclarato che alcuni capi ovini allevati a Macchiareddu, in zone raggiunte dalle polveri emesse da Fluorsid e interessata da illeciti sversamenti di rifiuti analoghi a quelli di cui si è fin qui parlato, avevano contratto la Fluorosi, una grave malattia”.

Gli abitanti di Assemini: “Le polveri si infilavano in casa”
Tra le accuse anche quanto segnalato dagli abitanti di Assemini dove oggi è stata sequestrata un’area: “Lamentavano che, specie quando spirava il vento, le polveri si infilavano in casa anche attraverso gli infissi, creando dappertutto una densa patina biancastra. Tutti avevano lamentato bruciori agli occhi ed alle vie respiratorie, e riferito dell’odore acre e acido delle polveri. Alcuni avevano notato effetti nocivi sui figli minori, e altri li avevano paventati”. In contestazione anche “l’interramento e sversamento di rifiuti pericolosi quali: fluorsilicati, fanghi acidi, amianto, olii, rifiuti di varia natura, nonché la lavorazione all’aperto di sostanze velenose, come la criolite, lo sversamento di cloruro. Hanno certamente determinato una contaminazione delle matrici ambientali in misura che va ancora esattamente quantificata, ma che è in atto ed è grave come è dimostrato dalle patologie e dalla pressoché totale scomparsa della vegetazione nelle aree adibite a discarica – ribadisce il giudice -. Da ultimo va ricordato che lo sversamento di fanghi acidi nella laguna di Santa Gilla è un fatto che si è accertato reiterato e non occasionale”.

La Fluorsid: “Operato sempre nel rispetto delle norme”
A queste accuse la Fluorsid risponde con una nota inviata all’Ansa. La società “conferma di avere sempre operato nel pieno rispetto della normativa in materia di ambiente, tutela del territorio e sicurezza del personale, ritenendo questi i pilastri che negli ultimi cinquant’anni hanno consentito all’azienda di crescere in Europa e nel mondo. Nel confermare piena fiducia nel personale coinvolto nelle indagini e nel lavoro degli inquirenti, la Società auspica una tempestiva soluzione che permetta il prosieguo dell’attività produttiva a tutela di tutti i dipendenti e della stessa azienda”. “Siamo preoccupati, il nostro primo compito è tutelare la salute degli abitanti”, ha affermato il sindaco di Assemini, Mario Puddu, cittadina sui cui terreni industriali insiste lo stabilimento della Fluorsid di Macchiareddu. “Le accuse sono di disastro ambientale e associazione per delinquere: elementi gravi sui quali la magistratura di sicuro indagherà a fondo per stabilire la verità – ha sottolineato Puddu – e se umanamente dispiace apprendere la notizia di arresti per dirigenti e funzionari di un’azienda che opera nel Comune di Assemini, come sindaco e responsabile della salute dei miei concittadini sarà mio compito principale rivolgermi immediatamente alle autorità competenti per capire se ci sono state responsabilità, e quali eventuali danni e conseguenze ambientali ci sono state e, nel caso, se persistono per tutta la Comunità”.

Giulini: “Tristezza, sarebbe stato meglio se avessero messo me in prigione”
“Questa è stata la mattina più triste dei miei sedici anni di attività imprenditoriale. In questo momento ci sono sette persone, che considero la mia famiglia, in carcere – dice Giulini – Noi crediamo in 50 anni di aver operato con il massimo senso di responsabilità nei confronti del territorio, nei confronti dei dipendenti e di tutto il popolo sardo. È come se avessero messo me in prigione. Anzi, sarebbe stato meglio che avessero messo me in prigione o il presidente della Fluorsid. Non capiamo – ha aggiunto – non abbiamo avuto assolutamente nessuna avvisaglia. Siamo scioccati, ci siamo svegliati alle 7 con questa cosa inattesa, ci siamo ritrovati decine di macchine della Forestale, con i dipendenti buttati giù dal letto davanti ai bambini e portati a Uta. Spero di poter chiarire e di essere sentito per chiarire. Noi dobbiamo sopportare tanti costi rispetto ai nostri concorrenti internazionali per garantire sicurezza e rispetto dell’ambiente. Subiamo tutte le certificazioni, poche settimane fa abbiamo ricevuto un’ennesima visita ministeriale. Sono allibito, sette persone sono in carcere. Rimarrò qui fin quando questa storia non si risolverà. Non ci rimane che avere fiducia nella giustizia”, ha concluso l’imprenditore milanese.

(nella foto Tommaso Giulini)