Proprio in questi giorni nei quali la nostra compagnia di bandiera, l’Alitalia, attraversa il suo peggiore periodo storico, la sua concorrente American Airlines riesce invece a realizzare finalmente quello che per quasi 30 anni è stato per molti italo-americani un sogno che sembrava irrealizzabile: il collegamento aereo diretto tra il Texas e l’Italia, e viceversa.

Una decina d’anni fa si riuscì quasi a raggiungere lo scopo, ma poi arrivò la solita “doccia fredda” degli esperti a definire insufficiente il preventivabile flusso di passeggeri su quella linea per coprire i costi di attivazione e di servizio della nuova tratta. Quindi fu un nuovo rifiuto. Quella prudente analisi appariva corretta sotto il profilo economico ma, alla luce dell’attuale disastrosa situazione economica di Alitalia, viene ora da chiedersi se uguale criterio prudenziale sia stato attuato in via generale per tutte le tratte coperte dalla nostra compagnia di bandiera e per tutte le altre voci di costo del bilancio. Sembrerebbe di no, visto il livello ormai pre-fallimentare del bilancio Alitalia.

Vero che anche le altre compagnie interpellate in passato hanno declinato la proposta, ma normalmente il disinteresse degli altri è ascrivibile più al loro già esistente servizio sulle tratte secondarie (per esempio Dallas, Madrid, Roma), che verrebbero a perdere il correlato flusso, che al totale disinteresse sulla tratta principale.

A “rompere il ghiaccio” è arrivata finalmente l’American Airlines che, nel settembre 2016, su nuova sollecitazione dei nostri rappresentanti istituzionali, annunciava l’avvio del nuovo servizio, attivato poi concretamente col primo volo del 5 maggio scorso. Da questo mese quindi i connazionali che vivono o praticano una qualche attività nella vastissima area interessata (Texas, Oklahoma, Arkansas e Louisiana, corrispondenti alla Circoscrizione di competenza del Consolato Italiano di Houston) hanno l’opportunità di godere un servizio che potrà ridurre il tempo del viaggio a quasi la metà. Ma lo scalo di Dallas potrà comunque servire da “satellite” anche per altre destinazioni come Centro e Sudamerica ed Isole Caraibiche.

Dire che il viaggio Dallas-Roma si riduce a circa metà tempo non è una esagerazione. Fino al mese scorso infatti, per raggiungere Roma da Dallas era necessario fare almeno uno scalo intermedio (generalmente via New York, Philadelphia, Miami, oppure Londra, Francoforte, Madrid, ecc.) che allungava le 6-7 ore del viaggio transatlantico principale con altre 3-4 ore di viaggio intermedio, più la sosta di almeno due-tre ore per le procedure di imbarco nello scalo intermedio. Il volo attuale, a parte l’imbarco, dura circa 10 ore. Quindi adesso è tutto più semplice e rapido grazie al servizio e all’investimento di American Airlines, ed è naturale pensare che la notizia verrà salutata con vero entusiasmo dalle migliaia di passeggeri interessati a questo tragitto.

Da questo volo, per il quale è prevista attualmente solo la stagionalità (maggio-ottobre), possono nascere grandi opportunità sia per l’Italia che per il Texas e Stati confinanti (inclusa tutta l’area nord del Golfo Messico, e Cuba, a poco più di un’ora di volo da Dallas). I vantaggi possono arrivare sotto tutti i punti di vista: commerciali e finanziari innanzitutto, ma anche sul piano delle attività culturali e del turismo. E’ auspicabile perciò che questa tratta possa avere fin da subito grande successo di pubblico così da venire estesa già dal 2018 all’anno intero.

Naturalmente l’inaugurazione del primo volo diretto da Dallas a Roma ha avuto la dovuta enfasi e ha visto la partecipazione di diverse personalità civili, militari e religiose (vedasi foto). Tra questi è doveroso segnalare il Consigliere in U.S. del C.G.I.E. (Consiglio Generale Italiani all’Estero) Vincenzo Arcobelli (che è stato storicamente anche il primo e più tenace tra i promotori dell’iniziativa, e che ha già formalizzato la richiesta per avere questa tratta aperta tutto l’anno); il Vice Presidente dell’Hub per American Airlines Joe Taney con Bob Wirick del dipartimento affari internazionali; il Console Generale d’Italia a Houston, Elena Sgarbi con il Comandante Del Vecchio della Rami (Rappresentanza Aeronautica Militare italiana); il vescovo di Dallas, Edward Burns; il presidente Comites, Valter Della Nebbia; John Ackerman, Vice Presidente dello Sviluppo e Strategia Globale dell’ aereoporto di Dallas-Fort Worth con Sam Coats, presidente del direttivo dell’aeroporto di DFW ed altri rappresentanti delle associazioni italo americane.