Ci risiamo. Non è ancora finita la sedicesima (dico, sedicesima) edizione di Amici che già sono partiti i casting di X Factor, manco si trattasse di frutta di stagione, o degli acconti IVA. Fuori uno va l’altro. E allora, siccome di Amici abbiamo detto anche troppo, forse è il caso, fugacemente, di dedicarci a X Factor, anche per dare qualche indicazione utile alle decine di migliaia di wannabe cantanti (e alle poche decine di cantanti veri) che nelle prossime settimane si metteranno in fila, numerino in mano, per accedere alle varie fasi delle selezioni.

Innanzitutto, un piccolo ripasso delle puntate precedenti. X Factor e Amici non sono la stessa cosa. O meglio, sono la stessa cosa su cui è stata passata una mano di vernice diversa. Amici è il talent (parliamo del serale, perché poi ce lo spacciano per scuola, non dimentichiamolo) in cui i cantanti vestono con le felpe delle proprie squadre, parlano molto, troppo, hanno accesso a duetti con star o presunte tali, hanno la De Filippi e i coach che li chiamano “artisti” o “talenti”, alla fine vince uno, che ha un album pronto, registrato nei camerini in due giorni, con le canzoni di quattro autori, sempre quelli, gli altri finiscono subito nel dimenticatoio, aprendo le strade per il vincitore, che arriverà a breve. X Factor ne è la versione extra-cool. Tutto è figo. Ci sono i cantanti che vestono più o meno bene. Ci sono i giudici che li chiamano “artisti” e “talenti”. Ci sono le coreografie di Tomassini (è vero, di là c’è Peparini, ma tutti sottolineano sempre come siano decisamente superiori rispetto al resto del programma), ci sono poche collaborazioni con artisti di nome, c’è un inedito, non di più, e spesso i più bravi, toh, bravini, manco arrivano a proporlo. Poi finisce e ciao ciao, si torna a fare il benzinaio (cit.).

Da una parte c’è la De Filippi che legge lettere di genitori lontani che scrivono ai figli in cui non hanno mai creduto. Dall’altra c’è Cattelan coi suoi mocassini senza calzini. Da una parte c’è il pubblico tipo Colosseo, che si eccita per i pettorali dei ballerini e per la voce sguaiata di Emma, dall’altra c’è lo stile Sky, asciutto e elegante. Da una parte c’è Rtl 102,5, la radio per la very normal people, dall’altra la radio cool per antonomasia, Radio Deejay. Ah, no, scusate, Rtl 102,5 non copre più Amici, sostituita in maniera coatta da 105, l’ammiraglia delle radio Mediaset, ma è entrata come media partner a X Factor. Poco cambia, forse. Perché a vederli un po’ più da vicino, i programmi, sono davvero molto simili. Chiaro, uno è dipinto di fucsia piuttosto trash, l’altro lilla molto alla moda. Sotto sotto stiamo parlando della stessa cosa.

La prova? Guardiamo all’ultima edizione. Chi l’ha vinta? Se non siete corsi su Google probabilmente non saprete rispondere, a meno che non abitiate a Milano, la sola città dove in effetti X Factor ha un senso di esistere (nel resto d’Italia, diciamocelo, la gente ha Sky per guardarsi le partite, non certo per guardare i programmi di Sky 1). Hanno vinto i Soul System. Bene, a questo punto dovete per forza essere andati su Google, perché della band quasi all blacks di Verona si è persa traccia da un minuto dopo la proclamazione della vittoria. Non erano loro, del resto, quelli cool della scorsa stagione. E chi era cool? Semplice, lo era Roshelle, la prediletta di Fedez. Molto cool, bel culo, capelli rosa, peccato fosse stonata come una campana, quarta classificata. Un po’ lo era Eva, la Lou Reed tanto inseguita da Manuel Agnelli, attitudine indie, tatuaggi e capelli rossi, molta forma e poca sostanza, terza classificata. Lo era un pochino di più Gaia, bella voce, incidentalmente, bell’aspetto, con potenzialità internazionali non si ostinasse a cantare come una settantenne, seconda classificata.

Bene Roshelle, la wannabe Rihanna, si è fatta qualche serata in discoteca, dalle due di notte in poi, free drink, poi basta, morta lì. Eva ha aperto il tour di Carmen Consoli, non esattamente un bagno di folla. Gaia ha aperto i tour di Giorgia, cantando mentre gli operai ancora montavano il palco. Insomma, un po’ poca roba, direi. Considerando che l’anno prima aveva vinto GioSada, che a parte essere stato spedito da Puglia Sound in America e aver doppiato un cartoon al cinema non ha esattamente sfondato il muro del suono, e che Fragola, dopo essere andato due volte di fila a Sanremo, è scomparso all’orizzonte, forse è il caso di chiedersi cosa resterà di loro. Forse.

Questo per dire che, o amici cantanti o aspiranti tali, probabilmente non è X Factor lo scivolo che vi consentirà di mettervi in evidenza come pensate al momento di iscrivervi. Non lo è stato ormai da tempo, senza bisogno di tirare in ballo le parabole discendenti delle varie Chiara Galiazzo e compagnia bella. Fateci caso, se non si cita Marco Mengoni, che piaccia o meno, è il solo a avere una carriera chiara fuori da quel teatrino, per il resto è stato un via vai di carrierine bruciate. La stessa Giusy Ferreri, tornata in auge con Roma Bangkok un paio di estati fa, al momento vive solo in radio, scomparsa subito dalle classifiche di vendita e senza un biglietto venduto in prevendita prima dell’annuncio della sua gravidanza e del conseguente annullamento del tour. Tabula rasa, tanto per citare una delle poche artiste uscite da questo contesto, costretta poi a cercarsi una strada altrove.

Chi invece, questo è il destino dei talent, vive meglio sono i giudici. Ma anche lì, mica tutti. Se Fedez, infatti, sta mietendo successi col suo socio Ax, e Agnelli è a fatica tornato a vestire i panni del rocker, per altro portandosi dietro uno dei suoi ragazzi, Biagioni, Arisa ha decisamente dovuto abbandonare l’idea di fare televisione, e Alvaro Soler è tornato a fare Alvaro Soler, cioè quello che canta “mira Sofia”. E i nuovi giudici? Questa la vera domanda da farsi rispetto a X Factor 11. Chi saranno in nuovi giudici? Dato per assodato il solo Fedez, che evidentemente ha nella tv una perfetta sponda per il suo essere webstar, oltre che popstar, e dato per assodato che Agnelli non ripeterà l’esperienza, perché va bene giocare fuoricasa, ma alla lunga la credibilità si finisce per perderla, e che gli altri due si son persi per strada, iniziano a girare nuovi nomi. Anche in virtù proprio del nuovo ingresso nella squadra del talent, che non può non essere analizzato, quello di Rtl 102,5 come media partner. I nomi che infatti stanno circolando insistentemente sono tre, per la precisione, Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti, Levante e Stash, cantante dei Kolors. Tutti nomi giovani, cool, di un certo successo, anche se piuttosto effimero. Tutti artisti con l’immagine giusta, la faccia giusta, i social giusti, tutti artisti, per altro, in heavy rotation proprio a Rtl 102,5, fatto che potrebbe risultare casuale, ma che dando una lettura un filo meno superficiale, potrebbe avere anche un senso.

Perché l’ingresso di un media partner del genere, per anni e anni legato al concorrente Amici, e ora sostituito dal gruppo delle radio Mediaset, ha una chiave di lettura molto precisa, Sky punta decisamente a guardare verso il centro-sud, dove Amici è fortissimo e dove, invece, Sky e X Factor è debole. Potrebbe quindi essere normale che in questa chiave si punti su artisti che in quel contesto sono già conosciuti. Come ieri Linus ci ha tenuto a dire, Radio Deejay non è più della partita (neanche il Gruppo L’Espresso, quindi, con buona pace di Ernesto Assante che potrà finalmente smetterla di fare le dirette twitter dei serali), e dal suo punto di vista sembra non essere una grande perdita. Linus parla di ipermercato della musica, guardando a Rtl 102,5, tradendo con questo quello sguardo un po’ snob con cui ha sostenuto negli anni il talent di Sky. Il punto è proprio questo. Quanto Rtl riuscirà a dare spinta al format? Proprio in queste ore, per dire, Gaia è entrata in airplay nel network di Cologno, con la sua nuova canzone Fotograms. Possiamo immaginarci che la passeranno spesso, e che ne parleranno spesso nei vari programmi, trasformando un nome in un personaggio e una canzone in una hit. Lo si legga senza entrare nel merito del brano, perché stando a questo, Fotograms sarebbe stata perfetta anche per Radio Deejay, che invece si è sfilata dalla partita parlando male dell’ex fidanzata. Insomma, vuoi vedere che questo è il terreno i gioco su cui si sposterà il talent, su quello delle radio?

Vuoi vedere che quella che poteva essere una semplice joint venture potrebbe diventare il corrispettivo del pompaggio di una vecchia carretta? Ovviamente, guardandola dal punto di vista di Rtl una media partnership potrà dirsi riuscita solo se stavolta da quel contesto uscirà almeno un cantante di successo, cioè in grado di diventare un personaggio a prescindere dal sostegno dato a suon di passaggi. Questa, ovviamente, è fantapolitica, ma intanto è stato scritto, poi si tireranno le somme. Nella convinzione che la vera musica sia altrove, come continueremo a dire in tutti i luoghi e in tutti i laghi lo abbiamo scritto. Nel caso, invece, fossero solo autosuggestioni, e nulla cambierà all’orizzonte, ci sentiamo di dare un suggerimento a Sky e a Simon Cowell per quel che riguarda la conduzione della nuova stagione, lasciate libero Cattelan, che tanto è chiaro ha già in mente di diventare il nostro Jimmy Fallon. Al suo posto prendete la Sciarelli, meglio giocare d’anticipo.