Altro che “rilancio della Sicilia, propagandato per mesi dall’ex premier Matteo Renzi, prima di venire travolto al referendum. A Taormina, a poche settimane dal G7, i lavori procedono ancora a rilento. E, complici i ritardi nei cantieri e la manutenzione stradale concentrata nelle ultime quattro settimane, pur di evitare il flop internazionale, la popolazione locale sembra tutt’altro che entusiasta. Un evento da “dimenticare in fretta”, anticipato da strade chiuse, militari in città e problemi per il settore turistico. “Disagi e confusione, ecco quello che ci resterà dopo il G7“, c’è chi si lamenta. 

E le opere promesse? Dalle elipiste temporanee allo storico Palazzo dei Congressi che resterà ancora senza agibilità definitiva, il G7 per i taorminesi sembra avere le sembianze di una beffa: “Per noi commercianti è un disastro. Si poteva organizzare in un altro periodo dell’anno, non adesso con la stagione turistica già iniziata“, denunciano in molti. Certo, la pubblicità dell’evento avrebbe dovuto sopperire in futuro ai disagi. In parte previsti, come aveva anticipato lo stesso Renzi. “Ma qui, con i ritardi nei lavori e la confusione, non stiamo certo offrendo una grande immagine. Tra l’altro, l’amministrazione non ci ha coinvolti“, c’è chi ribatte. E qualche turista sembra dargli ragione: “Non credo che tenere bloccata una città per così tanto tempo sia positivo“. Tradotto, almeno per ora, il G7 sembra per i taorminesi tutt’altro che una grande occasione. O, al massimo, “già sprecata”.