La giunta Raggi va alla guerra con il ministro Dario Franceschini sul Parco Archeologico del Colosseo. Il Campidoglio ha deciso di ricorrere al Tar contro l’istituzione del Parco voluta dal Ministero dei Beni Culturali perché lesivo degli interessi di Roma Capitale per chiedere l’annullamento del decreto del Mibact del 12 gennaio 2017, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il successivo 10 marzo 2017, nonché del decreto n.149 del 27 febbraio 2017, quale atto connesso e conseguente, con cui è stata indetta la selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore del Parco.

“Sembra che il governo voglia gestire in totale autonomia senza concertazione con il Comune il patrimonio culturale dell’amministrazione stessa – ha detto Virginia Raggi in una conferenza in Campidoglio, facendo riferimento al decreto di riorganizzazione della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma – una situazione inaccettabile, per questo motivo siamo stati costretti a presentare ricorso”. Per la sindaca del M5s “è inaccettabile che i ricavi della bigliettazione di Colosseo e Fori, che portano 40 milioni nelle casse del nuovo ente ministeriale, prima andavano per l’80% alla Soprintendenza speciale e oggi invece sono tutti del Parco e solo il 30% torna al Comune, a cui resta molto poco”. “Io non posso accettare scelte calate dall’alto sulla città prese senza consultazione, eppure avevamo parlato con il ministro Franceschini più volte”, ha concluso Raggi.

E a chi le domandava se avesse avvertito del ricorso il ministro Franceschini insieme al quale aveva inaugurato una mostra poco prima, la sindaca rispondeva così: “Il ministro lo apprenderà quanto prima dalle agenzie”. “La nostra idea è che le istituzioni debbano collaborare, oggi abbiamo inaugurato insieme una mostra e questo è il modo che secondo noi va portato avanti – ha sottolineato Raggi – vorremmo una collaborazione inter pares, ma se dall’altra parte si trova una porta chiusa è difficile instaurare un dialogo”.

La risposta del ministro non si è fatta attendere: “È incredibile che i 5 stelle che si riempiono quotidianamente la bocca di cambiamento, trasparenza e innovazione  – ha detto Franceschini – ricorrano davanti al Tar per bloccare a Roma una riforma che sta dando frutti in tutta Italia”. “Con il provvedimento che la Giunta Raggi ha impugnato davanti al Tar- aggiunge Franceschini- il Parco archeologico del Colosseo diventa finalmente un istituto autonomo dotato di un proprio bilancio e con un direttore scelto con una selezione internazionale, che è già in corso e a cui hanno presentato domanda 84 candidati da tutto il mondo. Il percorso adottato per il Colosseo è lo stesso identico percorso che ha portato in Italia profondi cambiamenti al sistema museale, apprezzati in tutto il mondo e che stanno dando importanti risultati. Il Colosseo seguirà dunque lo stesso percorso che hanno seguito gli Uffizi, la Reggia di Caserta, Brera, Pompei e tutti gli altri istituti autonomi. Per opporsi a questo vengono usati argomenti falsi, infatti, non cambierà nulla nel rapporto tra la città e l’area archeologica e resterà identico l’utilizzo degli incassi del Colosseo su Roma”.