Sono passati 10 giorni da quando Gabriele è detenuto in Turchia. Siamo molto preoccupati che i 14 giorni passino senza che lui venga espulso. L’appello nostro e della Farnesina è che Gabriele venga espulso entro i 14 giorni e che venga rimpatriato solo per un reato amministrativo. Temiamo molto che le cose si complichino”. Sono le parole di Alexandra D’Onofrio, la compagna del documentarista Gabriele Del Grande, intervistata da Gaia Tortora durante Omnibus (La7). La regista e antropologa spiega che 14 giorni è il periodo massimo di un fermo in Turchia per reati amministrativi e aggiunge: “Non abbiamo avuto ancora nessuna informazione ufficiale su cosa gli contestano. Ufficiosamente ci è stato detto che si trovava in una zona interdetta all’accesso. Questo dettaglio è gravissimo, perché non abbiamo ancora notizie ufficiali sul fermo di Gabriele. Ieri al centro dove si trova Gabriele si sono presentati l’avvocato e il viceconsole italiano: hanno tentato di vedere Gabriele. Sono stati lì l’intera giornata, non gli è stata concessa l’autorizzazione. Però gli hanno concesso di potergli portare vestiti e schede telefoniche, si spera che qualcosa Gabriele possa ottenere dal di fuori. E’ un segno che è seguito e che ci siamo mobilitati”. Poi sottolinea: “Abbiamo ottenuto questa benedetta chiamata di Alfano con il ministro degli Esteri turco, e c’è stata la promessa di un incontro tra Gabriele e il console venerdì. Ancora non è stato ottenuto l’incontro con l’avvocato. Ed è questa la cosa che chiede principalmente Gabriele, che viene interrogato continuamente ogni giorno senza avvocato