Scrivere che i talent sono la morte della discografia, che sono i principali responsabili per la musica di merda che gira in questo periodo, che hanno sulla coscienza la carriera finita o più spesso mai nata di tanti ragazzi che volendo avrebbero pure potuto esprimere il proprio labile talento, avessero avuto il modo di lavorarci su con i giusti tempi, ecco, scrivere tutto questo sta diventando quasi pleonastico (che per chi segue i talent significa “scontato”, “inutile da sottolineare”). Però a volte è bene essere banali, perché in certi casi non c’è altro da dire che le cose più ovvie da dire.

Quindi sì, i talent sono il male assoluto, e chi vi prende parte non ne è ovviamente correo, semmai ne è vittima, più o meno consapevole, ma pur sempre il male restano. Tutto questo per dire che no, non ci dispiace affatto che Morgan abbia già terminato la propria avventura come caposquadra (direttore o come cavolo si chiama quello che sta a capo dei bianchi e dei blu) ad Amici. Né ci spiace che a sostituirlo sia stata chiamata Emma, e chi altrimenti?

Non ci spiace per Morgan perché, seppur consapevoli che proprio i talent ne hanno prosciugato il talento, finendo per renderlo più un divulgatore di belle parole che un musicista e compositore, siamo anche consapevoli che finché continuerà a bazzicare quelle location di speranze per il suo futuro non ce ne sono, perché a stare tra i bimbiminkia, per dirla con parole sue, non c’è proprio niente da guadagnarci. Motivo per cui non ci spiace che a sostituirlo sia Emma, non tanto perché, questa sarebbe cattiveria gratuita, verrebbe da pensare che nata, cresciuta e praticamente sempre vissuta dentro quel nido, lei ai bimbiminkia ci sia ben abituata, quanto perché, i numeri parlano chiaro, senza Amici Emma non esiste. Come certi personaggi di fantasia, anche piuttosto popolari, Emma (non a caso il cognome non viene quasi mai detto, perché lei, a differenza di altri, non si è affatto affrancata dal talent da cui è uscita) si muove a suo agio solo negli studi del talent di Maria. Lì è padrona di casa, lì prende decisioni vincenti, lì è Emma, fuori è una cantante anche con un briciolo di talento nel canto ma poco capace di acquistare tridimensionalità. E allora, nel momento in cui, per la prima volta, Amici perde la sfida con Ballando con le stelle, risultato che, a dirla tutta, era nell’aria da tempo, almeno da quando anche il programma di Milly Carlucci ha deciso di mariadefilippizzarsi, ecco il colpo di genio della De Filippi, fuori Morgan e dentro Emma.

Una scelta da cui escono tutti perdenti, sia chiaro, ma che in qualche modo salva capre e cavoli. Nello specifico, esce sconfitta Maria, che aveva puntato tutto su Morgan come caposquadra (o quel che è), esce sconfitto Morgan, che si trova a lasciare in corsa il programma che al momento è la sua ragion d’essere, esce sconfitta Emma, che come il figliol prodigo della omonima parabola evangelica, torna a casa, senza però essersela spassata in giro per il mondo. Ma al tempo stesso forse si salverà Amici, che decisamente non può permettersi di uscire dal trito cliché del talent che abbassa il livello culturale perché è nel basso livello culturale delle sue proposte che ha sempre trovato il proprio pubblico. E sicuramente si salverà Emma, che almeno per qualche mese non dovrà pensare a entrare nel cast di Tale e Quale Show o dell’Isola dei Famosi per trovare una propria collocazione artistica.

Chi non si salverà siamo noi, anzi no, siete voi, che Amici lo guardate. Perché senza Morgan Amici si impoverisce e perde il solo serio motivo per seguirlo. Vedere come, a fronte di Elisa che come Biancaneve prepara la colazione ai suoi ragazzi con l’aiuto di uccellini cinguettanti e scoiattolini amorevoli, lui, l’ex cantante dei Bluvertigo, entrava nel loft dove si trovano i suoi ragazzi con la stessa grazia con cui Machete fa saltare in aria un deposito di munizioni in un qualsiasi film di Robert Rodriguez.

A questo punto, è un auspicio, c’è da augurarsi che esca di scena anche Ambra, ché meriterebbe ben altro palcoscenico di questo. Maria, questa potrebbe essere un’idea, te la regalo: a ogni puntata se ne va uno dei protagonisti. Nella finale rimani solo tu, manco fossi Conor McLeod. Hai già lo slogan, “Ne resterà solo uno”, ti manca di assoldare i Queen perché ti facciano la colonna sonora ed è fatta, Highlander di Maria De Filippi è servito.. Maria, questa potrebbe essere un’idea, te la regalo: a ogni puntata se ne va uno dei protagonisti. Nella finale rimani solo tu, manco fossi Connor MacLeod. Hai già lo slogan, “Ne resterà solo uno”, ti manca di assoldare i Queen perché ti facciano la colonna sonora ed è fatta, Highlander di Maria De Filippi è servito.