“Mi candido a presidente della Regione siciliana”. L’ultima provocazione di Vittorio Sgarbi arriva in diretta televisiva. “L’ho deciso stanotte – spiega – e ho già molte idee per la Regione”, ha detto il critico d’arte intervenendo a Trm, una televisione di Palermo. “Ho molte idee e penso che i siciliani mi voteranno”, continua Sgarbi che punta sui musei, sulle pale eoliche che, come ha annunciato vuole “distruggere“, ma anche sul turismo. L’isola governata dal 2012 dal dem Rosario Crocetta tornerà alle urne nell’autunno del 2012 e al momento sondaggi non ufficiali vedono in netto vantaggio il Movimento 5 Stelle.

Sgarbi ha già amministrato in Sicilia, visto che per quattro anni è stato sindaco di Salemi, in provincia di Trapani. Un’esperienza non felicissima, dato che si è conclusa con lo scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose nel marzo del 2012. “Il sindaco ha precise responsabilità”, scriveva l’allora  ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, nella relazione sullo scioglimento dell’amministrazione della cittadina in provincia di Trapani.

Un comune, quello di Salemi, che era controllato da un ex sorvegliato speciale, l’ex deputato regionale della Dc, l’andreottiano Pino Giammarinaro. A Salemi il Viminale segnalava anche “ritardi e inerzie nell’assegnazione e gestione dei beni confiscati, formazione degli atti fuori dalle sedi istituzionali, libera determinazione fortemente ostacolata, applicazione di facciata dei protocolli di legalità”. In seguito Sgarbi si era anche candidato a sindaco anche a Cefalù, arrivando terzo, nonostante per il tribunale di Marsala fosse incandidabile.

Sarà per questo che l’estate scorsa il critico d’arte aveva annunciato di non volere più candidarsi in Sicilia. “Ho deciso fermamente di non fare più nulla che abbia affinità con incarichi pubblici in Sicilia . È una regione totalmente irrecuperabile perché danneggiata dallo Stato. Prima l’ha messa in ginocchio la mafia e ora lo sta facendo lo Stato, con tutta una serie di prefetti e commissari antimafia carrieristi”, aveva detto Sgarbi. Evidentemente ci ha ripensato.