“Chiedere ai cittadini sarebbe tendenzioso, lasciar fare a dei banchieri è democrazia”. Beppe Grillo pubblica sul suo blog un intervento sulla Brexit che ha scritto per il quotidiano inglese The Guardian, che non è mai stato pubblicato. “La redazione ha fatto sapere che lo avrebbe pubblicato con dei tagli, Beppe si è rifiutato”, spiega lo staff nel cappello introduttivo. Il leader del Movimento 5 stelle, in poco più di mezza pagina, ritorna a parlare della sua posizione a proposito di Europa e Unione europea e rilancia lo strumento del referendum. “E’ lo strumento referendario quello davvero censurato”, scrive. “Guai a chiedere ai cittadini, poi succede una Brexit”. Grillo parla anche della presunta censura di cui sarebbe stato vittima il discorso della Raggi in occasione dei 60 anni dell’Europa a Roma e che è andato in onda sul Tg1, ma è stato interrotto con la pubblicità dopo 2 minuti e 49 secondi. “Non voglio paragonare il sindaco di Roma a tutti gli inglesi messi insieme”, continua, “ma loro hanno la fortuna del voto, noi qui censuriamo persino un sindaco”. Proprio le parole della prima cittadina rivolte ai capi di Stato e di governo aveva colpito per la scelta di non dare un messaggio di rottura, ma piuttosto per rilanciare un progetto di Europa dove “il cittadino viene posto al centro del potere decisionale”.

Questo l’intervento che Grillo aveva scritto per il The Guardian:

“A dare orecchio ai media chiedere il parere dei cittadini sarebbe tendenzioso, mentre lasciar fare a dei banchieri è democrazia. E’ come per i contratti in cui entri con qualche parola al telefono (spesso neppure quella) e per uscirne ci vuole l’avvocato. A Roma si percepiva solo il fantasma dei 500.000.000 di cittadini europei, fra le nebbie in cui naviga il Titanic: arroganza e sorrisi. Odio malcelato persino fra chi ci guadagna. Virginia Raggi ricorda nel suo discorso che l’Europa è dei popoli… e subisce la censura.

Ma è lo strumento referendario quello davvero censurato! “Guai a chiedere ai cittadini… poi succede una Brexit”… forse, Brexit, è il sostituto di “48” per indicare il caos sullo Zanichelli dell’immaginario collettivo. Ma non possono essere i media a dare il senso alle cose, alle parole e agli strumenti della democrazia!
C’è da chiedersi se “democrazia” e “referendum” ci siano ancora in quel l’immaginario collettivo che questi credono di avere ancora sotto ipnosi. Certo che c’è. L’Europa con il Marco travestito da Euro resta priva della legittimazione popolare sin dall’inizio: i cittadini devono vivere nell’austerità come Hansel e Gretel: pronti per le fauci bancarie… favole che, per chi è adulto, sono incubi. Si riuniscono a Roma fra mille allarmi di ogni genere: l’unica cosa che il nostro Paese può vantare è il numero di poliziotti schierati. La gente è stordita: come nella pubblicità della amplifon vive nella bolla; sopportando i servi di chi le bolle ha creato. Virginia Raggi parla, gli Inglesi hanno parlato ma… un po’ di frettolose strette di mano fra croupier insiste nel colpevolizzarli.

Non voglio paragonare il sindaco di Roma a tutti gli inglesi messi insieme: ma loro hanno la fortuna del voto, noi qui censuriamo persino un sindaco. Il TG1 l’ha miracolata, trasformandola in qualche spot intervallato da pubblicità. Questi sono governi che hanno paura del popolo, come monarchie strafatte, incomplete, con i musi piantati nei loro trogoli. Con i mille pretesti di una provvidenziale tensione sono stati sbrigativi e sintetici, come robot.

Ma è un’altra bolla: lo strumento referendario è ancora lì: possiamo ancora mettere mano a questo palcoscenico. Hanno preteso di recitare senza pubblico ancora una volta, neppure un poker ma un semplice solitario giocato in 27 avanzi di democrazia. Junker, con il suo libro bianco per uscire dalla crisi ha presentato un libro di pagine bianche oppure il manuale per la sopravvivenza delle giovani marmotte tedesche. Nel frattempo gli inglesi hanno ripreso a determinarsi liberamente”.