Leiner Riflessi è uscito dal gruppo. Che sia maledetto Enrico Brizzi e il giorno in cui, nei primi anni Novanta, ha scritto il suo ormai classico Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Che sia maledetto perché da allora, 1993, ogni volta che qualcuno esce da una band, si tratti di John Frusciante che lascia i Red Hot Chili Peppers, era lui il Jack del titolo del romanzo in questione, o Leiner che esce dai Dear Jack, uno si sente in dovere di citare sto cazzo di libro. Il punto è che nel caso dei Dear Jack la notizia sarebbe stata se Jack fosse rimasto nel gruppo, perché la band vincitrice morale di non so neanche quale edizione di Amici, credo quella d tre anni fa, vinta da Deborah Iurato, recente vincitrice del prestigiosissimo Tale e Quale Show, ha cambiato più frontman dei Nomadi, e i Nomadi hanno quantomeno scritto qualche pagina della storia della nostra musica leggera e sono sulla piazza da qualche era geologica.

Leiner, per intendersi, è il ragazzo di colore uscito da una delle scorse edizioni di X Factor, credo quella vinta da Fragola, tanto son tutte uguali. Il sottolineare che Leiner è di colore è la constatazione che, al di là dei cliché, esistono al mondo anche cantanti di colore stonati e che non sanno andare a tempo, come in effetti i recenti vincitori di X Factor, i Soul System, hanno dimostrato all’ultimo Festival di Sanremo, quando hanno martoriato con Sergio Sylvestre, vincitore dell’ultima edizione di Amici, Vorrei la pelle nera di Ferrer.

Ecco, Leiner ha la pelle nera, ma canta come un caucasico stonato e balla come un caucasico che non sa andare a tempo. Del resto si è trovato l’anno scorso a sostituire Alessio Bernabei, un altro che in quanto a saper cantare parliamone, uscito a sua volta dal gruppo. Lui, Alessio Bernabei, ha deciso di scrivere una autobiografia, per raccontare dei suoi primi quindici anni di vita, e ha deciso di intitolarla facendo riferimento proprio a Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Ora a lasciare il gruppo è lui, come in uno stillicidio. Ogni anno se ne va qualcuno, manco ci fosse in ballo il futuro di Connor McLeod, l’highlander.

Leiner se ne va e a sostituirlo arriva il solo capace di cantare male e ballare male come lui, nessuno. Da cinque i Dear Jack diventano quattro. Ovviamente nessuno conosce i nomi dei quattro rimasti, tanto al prossimo che lascerà la band si dirà di nuovo che a essere uscito dal gruppo è stato Jack Frusciante, mica serve impararlo. I Nomadi nel frattempo continuano a fare dischi e concerti, lo tengano presente i quattro Jack rimasti in formazione. Finché c’è vita c’è speranza.