“Menomato morale”, “Sciacallo”. E poi la controreplica: “Leggo ciò che dici non te la prendere”. E’ scontro a distanza tra Beppe Grillo e Matteo Renzi dopo le dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio, intervistato venerdì 3 marzo a “Otto e mezzo” su La7 a proposito dell’inchiesta Consip, che, tra gli altri, vede coinvolto suo padre Tiziano, accusato di traffico di influenze. Il primo colpo è arrivato dal leader M5s che nel primo pomeriggio ha pubblicato un lungo post sul suo blog dal titolo: “Oggi a me domani al mi babbo”. L’ex premier infatti, nel suo intervento a pochi minuti dalla fine dell’interrogatorio del padre, aveva detto che se i giudici dimostreranno che è colpevole spera in “una pena doppia per dare un segnale”. Secondo il leader pentastellato, Renzi “si comporta come l’ultimo cucciolo di alien, quello bianco (mezzo uomo e mezzo alien) nasce e si mangia la madre. Così come il menomato morale dice: ‘per mio padre doppia condanna’, lo esclama così… con l’intensità morale di un’ordinazione al bar del circolo dei compagni di merende. Sono prime pagine che non si possono leggere le uniche cose comprensibili sono schifezze”.

Renzi ha scelto di replicare in serata con una lettera pubblicata sulla sua pagina Facebook, sotto il titolo “Caro Beppe Grillo ti scrivo”: “Questo è mio padre. Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Beppe Grillo. Mostrati per quello che sei. Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre”. Secondo l’ex segretario Pd, Grillo ha fatto “una cosa squallida”: “Mio padre ha reclamato con forza la sua innocenza. La verità arriva, basta saperla attendere. Ma tu, caro Grillo, oggi hai fatto una cosa squallida: hai detto che io rottamo mio padre. Spero che un giorno ti possa vergognare – anche solo un po’ – per aver toccato un livello così basso“. Renzi ha poi continuato parlando della figura di Tiziano: “Mio padre è un uomo di 65 anni, tre anni meno di te. Probabilmente ti starebbe anche simpatico, se solo tu lo conoscessi. È un uomo vulcanico, pieno di vita e di idee (anche troppe talvolta). Per me però è semplicemente mio padre, mio babbo. Mi ha tolto le rotelline dalla bicicletta, mi ha iscritto agli scout, mi ha accompagnato trepidante a fare l’arbitro di calcio, mi ha educato alla passione per la politica nel nome di Zaccagnini, mi ha riportato a casa qualche sabato sera dalla città, mi ha insegnato l’amore per i cinque pastori tedeschi che abbiamo avuto, mi ha abbracciato quando con Agnese gli abbiamo detto che sarebbe stato di nuovo nonno, mi ha pianto sulla spalla quando insieme abbiamo accompagnato le ultime ore di vita di nonno Adone, mi ha invitato a restare fedele ai miei ideali quando la vita mi ha chiamato a responsabilità pubbliche. Questo è mio padre”.

Nemmeno mezz’ora dopo la pubblicazione della lettera di Renzi, il leader M5s ha risposto su Facebook lo stesso Beppe Grillo: “Si derottamano padri solo se la rottamazione è una gaffe comprovata, Matteo tu sei una gaffe esistenziale. Per una volta che leggo quello che dici non puoi prendetela con me. Fatti coraggio e rileggi a voce alta, magari ti aiuta”.

Il violento alterco produce immediate reazioni nella politica.  “Grillo si conferma per quello che è: un populista, nel senso che cerca solo il consenso, proprio come un politico della Prima Repubblica. E pur di avere appunto un pò di consenso in più va pure a toccare gli affetti familiari, il padre di Renzi”, dice il deputato del Pd Edoardo Patriarca.

“Lo spregio di qualsiasi rispetto umano e l’odio che trasuda per ‘tutti gli altri è quanto più mi preoccupa nella politica dei 5 Stelle” scrive su facebook Roberta Pinotti, ministro della Difesa, che condivide il post dell’ex premier nel quale Renzi replica a Beppe Grillo. “Grillo avrebbe attaccato Renzi anche avesse difeso suo padre: attacca le persone ed offende sempre e comunque: bassezza e miseria umana!” scrive su twitter Flavio Tosi, sindaco di Verona e leader di Fare!.