“Sì”, “no”, “nì”, “vedremo”. O ancora: “Troveremo le formule per un voto comune”. Appena nato, ma già diviso sul nodo decisivo della fiducia al governo. Nel giorno del suo lancio a Roma, alla città dell’Altra economia, Articolo 1 – Movimento dei Democratici e Progressisti”, il gruppo che riunisce Speranza, Rossi e gli ex Pd con Scotto e gli scissionisti di Sel, viaggia già in direzioni sparse sul sostegno o meno all’esecutivo Gentiloni. Prevedibile, dato che a unirsi sono i bersaniani che hanno lasciato il Nazareno in rotta con Renzi per le accelerazioni sulla fine della legislatura, e chi, come gli ex vendoliani, non ha invece mai appoggiato il governo Gentiloni, bollato come “fotocopia” di quello Renzi. Il primo scoglio saranno i decreti su sicurezza e immigrazione, in arrivo nelle prossime settimane. “Li voteremo, sosteniamo il governo”, taglia corto Gugliemo Epifani. “Se dovessero essere particolarmente negativi per chi è più fragile, non potremo votarli”, ha invece replicato Arturo Scotto, l’ex capogruppo alla Camera di Sel-SI. “Non nasciamo scissi al nostro interno, vedremo nei gruppi come comportarci”, ha aggiunto un altro ex bersaniano come Nico Stumpo. Che però chiarisce: “Noi facciamo parte della maggioranza“. “Il governo Gentiloni da noi bollato come fotocopia? I nuovi gruppi saranno in netta discontinuità con le politiche degli ultimi anni”, ha rivendicato al contrario Alfredo D’Attore, ex bersaniano che ha lasciato ormai da mesi il Nazareno. Ma tra gli ex Sel c’è chi, come Michele Piras, è ancora più netto, spiegando che non voterà i decreti Minniti in arrivo in Parlamento su migranti e sicurezza: “Non si può chiedere di votare subito la fiducia a chi, come me, ha avuto un atteggiamento di netta contrapposizione sul merito. Su alcune cose si può aprire, penso allo ius soli. Ma di certo non su politiche sulla sicurezza che non mi appartengono”