Caso Raggi a Roma? Lo avevamo detto qualche tempo fa: non sono raggi di sole. E’ una vicenda imbarazzante per l’Italia e per il M5S, un disastro di proporzioni inimmaginabili”. Sono le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel suo consueto appuntamento televisivo su Lira Tv. “E’ davvero sconvolgente” – continua – “immaginare che la capitale d’Italia sia nelle mani di un sindaco totalmente inadeguato, è una cosa che dà veramente i brividi. Non sono interessato a richiamare la vicenda giudiziaria della Raggi. La cosa drammatica è la sua incapacità amministrativa, il suo dilettantismo, il fatto che Roma sia allo sbando e senza governo da mesi, a conferma che le chiacchiere sono chiacchiere. L’amministrazione invece è una cosa seria, che non si può affrontare sulla base della propaganda e della demagogia. La trasformazione della realtà richiede capacità, competenza, autorevolezza, perfino personale”. E aggiunge: “In questi anni il M5S si è presentato come il soggetto in grado di raccogliere la domanda di rinnovamento dell’Italia. E noi dobbiamo guardare con rispetto i milioni di cittadini che hanno creduto a questa speranza. Ma soprattutto dobbiamo essere interessati a recuperare i milioni di cittadini che hanno creduto in quel rinnovamento promesso dal M5S”. De Luca poi attacca il movimento: “C’è un altro dato che mi sconvolge. Il M5S si presenta come l’emblema della trasparenza nel dibattito pubblico, ma è diventato una specie di setta satanica. Non si capisce dove si discute, chi parla, dov’è un minimo di vita democratica. Tutti gli esponenti vengono trattati da burattini. C’è uno che si sveglia la mattina e dice: ‘Nessuno parli’. E tutti zitti. Non avevano poi detto che tutto doveva essere in streaming e trasparente? Adesso tutto oscurato. A conferma della distanza tra le parole finte e quella che si rivela una realtà imbarazzante”. E sottolinea: “Gran parte del voto del M5S è di disgusto per le altre forze politiche, ma questo movimento è destinato a esplodere o implodere, comunque a disgregarsi, perché vi convivono all’interno un elettorato progressista e uno reazionario. E le due cose insieme non possono durare. Un’eventuale responsabilità di governo porterebbe il movimento a esplodere”