Il mancato passaggio da Farage all’Alde e poi il ritorno forzato al gruppo degli euroscettici ha i primi effetti sul M5s all’Europarlamento. Il deputato Marco Affronte ha lasciato i grillini ed è passato al gruppo dei Verdi. Ma alla fine della giornata gli addii sono due (con una delegazione che passa da 17 a 15) perché se ne va anche Marco Zanni, che si trasferisce al gruppo Enf, formazione che riunisce la Lega Nord e Front National. Matteo Salvini, nelle scorse ore, ha confermato di essere in contatto con alcuni parlamentari Cinquestelle. Sembrava destinata al gruppo dei Verdi anche Daniela Aiutodaniela-aiuto. Ma l’europarlamentare abruzzese ha ricambiato idea: “Smentisco i rumors delle ultime ore – scrive su Twitter – Da parte mia marco-zanninon ci sarà nessun passaggio ai Verdi e resto nel gruppo Efdd con il Movimento 5 Stelle”. In realtà nessun “rumor”: il gruppo dei Verdi aveva perfino già approvato -praticamente all’unanimità – la sua richiesta di ingresso, ma lei è tornata sui suoi passi. “Io sto bene qui. Si sta facendo molta confusione”, ha detto. Per ora Zanni non ha invece dichiarato nulla. Ma per lui ha parlato il leader della Lega Salvini: “Noi non abbiamo paura dell’Europa, non siamo eurofobici, semplicemente quest’Europa vogliamo cambiarla davvero – dice – Non prendiamo in giro i nostri elettori e i cittadini con giravolte o battaglie inutili e irrealizzabili come impossibili referendum sull’euro ma lavoriamo in maniera seria e responsabile per un progetto vero”.

L’eurodeputato va nei Verdi
Il primo ad andarsene, Affronte – biologo marino, di Rimini, di 52 anni – ha spiegato che è una “decisione sofferta, ma non ci sono più le condizioni per restare”. Affronte, come da lui stesso spiegato, resterà membro titolare delle Commissioni Pesca e Ambiente. Dai Verdi danno il benvenuto ad Affronte il presidente del gruppo Monica Frassoni e il portavoce italiano Angelo Bonelli. “Marco Affronte, persona competente, come altre del M5S in Europa – ha scritto Bonelli – è da sempre impegnato in battaglie ecologiste e la sua entrata nella famiglia dei Verdi darà forza alle battaglie per i diritti, l’ambiente e la democrazia in Europa come Italia”.

Rischia una penale da 250mila euro
Ora Affronte, secondo Beppe Grillo, rischia una penale da 250mila euro. “Affronte dovrebbe dimettersi immediatamente – si legge sul blog – e lasciare spazio a un eletto del M5S. Se questo non avverrà, con i soldi della sanzione di Affronte, che gli sarà notificata non appena saranno svolte le procedure burocratiche, aiuteremo i terremotati delle Marche e dell’Umbria”. Il codice di comportamento del M5S Europa prevede la sanzione “sia in caso di condanna penale sia nell’ipotesi in cui venisse ritenuto gravemente inadempiente al rispetto del codice di comportamento“. Il codice stabilisce inoltre che “i deputati del M5S al Parlamento europeo non dovranno associarsi ad altri gruppi politici, se non per votazioni su punti condivisi“. E “laddove si manifestasse la possibilità di costituire in seno al Parlamento europeo un gruppo politico con deputati di altri Paesi europei che condividano i valori fondamentali del M5S verrà fatto su proposta di Beppe Grillo, in qualità di capo politico del M5S, e ratificata tramite votazione in Rete da parte degli iscritti al M5S”.

Affronte, vicino a Pizzarotti. Aveva votato per la permanenza in Efdd
marco-affrontePur non essendo mai stato protagonista di violente polemiche con i vertici del Movimento 5 Stelle, Affronte da tempo era considerato fra le anime critiche della galassia grillina. Attivista storico, è stato uno dei fondatori del meetup riminese. E’ sempre stato in buoni rapporti con il suo corregionale, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti con il quale condivide anche molte posizioni ambientaliste: ha più volte espresso pubblicamente rammarico per la vicenda che ha portato Pizzarotti all’uscita dal M5s. L’anno scorso è stato coinvolto nella spaccatura del Movimento 5 Stelle di Rimini, dove furono presentate due liste contrapposte, una delle quali promossa dalla ex moglie di Beppe Grillo. Alla fine il Movimento 5 Stelle non si presentò alle comunali. In Parlamento europeo si è occupato soprattutto di questioni riguardanti il mare, l’ambiente e le politiche sulla pesca. Un impegno che lo ha anche tenuto lontano dalle polemiche interne al Movimento 5 Stelle. Almeno fino a tre giorni fa, quando criticò apertamente le modalità con le quali era stata annunciata la consultazione sul cambio di gruppo europeo, rendendo pubblico il suo voto a favore della permanenza in Efdd.

Affronte: “Quel foglio è meno di carta straccia”
Per Affronte quel “foglio” ha un “valore legale” inferiore alla “carta straccia” e si rifiuta di credere “che arriveranno al punto vergognoso” di chiederla. “Numerosi colleghi di M5s – spiega – hanno detto che la mia uscita è un segnale molto forte che qualcosa deve cambiare”. Affronte parla di “malcontento” tra i Cinquestelle e riconosce che “spesso nel movimento si sta un po’ troppo zitti”. E’ “una situazione voluta. Spero che i miei colleghi capiscano che se M5s può tornare sui binari originari, il cambiamento deve partire da loro”. E sottolinea che il fallito accordo con Alde è una “questione trattata con una superficialità che un movimento così grande non può permettersi”. Affronte racconta di aver esposto le perplessità a Beppe Grillo e Davide Casaleggio ricevendo risposte non soddisfacenti.

Tamburrano: “Farage è un vero lord, ci consente di fare molte cose”
Per l’intera giornata si sono rincorse varie voci che hanno riguardato anche Dario Tamburrano, altro eurodeputato che sembrava prossimo al passaggio con i Verdi. Tamburrano ha poi smentito su facebook: “Crisi finalmente verso ‘risoluzione’. Grazie per avermi sostenuto in queste lunghissime e durissime giornate – ha scritto – Abbiamo avuto ‘morti e feriti’, perdite importanti che rattristano e fanno male, e speriamo di risanare e tornare finalmente a lavorare sui file. Siamo nello stesso gruppo che ci ha dato sempre una reale e piena autonomia di voto, di pensiero e di direzioni politiche: Efdd”. Tamburrano ha aggiunto che il gruppo guidato da Nigel Farage “ci ha permesso in questi anni di realizzare molte moltissime cose. Speriamo di non avere altri intoppi. Di certo Nigel Farage, che da molti viene additato come un mostro, si è dimostrato un vero Lord”.

Verhofstadt: “Cos’ho pensato quando è fallito l’accordo? Merda!”
Torna a parlare anche il il capogruppo dell’Alde, Guy Verhofstadt, co-responsabile del fallimentare tentativo di accordo. “E’ stato un onesto tentativo per indebolire le forze euroscettiche – ha detto nel corso di un dibattito fra i candidati alla presidenza del Parlamento europeo organizzato da Politico.eu – La vera minaccia per l’Europa per il momento sono i nazionalisti e gli euroscettici. Forse sarebbe riuscito. Ora vedo che vanno verso altri gruppi. E forse siamo riusciti ad avere più forze europeiste“. Cos’ha pensato quando il tentativo è fallito? “Merda, questo è quello che ho pensato”.