Il CES di Las Vegas è stato il primo palcoscenico anche per i top di gamma in campo televisivo, vedendo i principali produttori presentare le proprie novità ed innovazioni. Il trend principale torna ad essere la sottigliezza, mentre le TV curve sembrano essere quasi giunte al capolinea con la sola Samsung rimasta a presentare nuovi modelli (ma non nella serie principale).

LG ha presentato la sua lineup aggiornata di TV OLED, aggiudicandosi con la serie W7, top di gamma, il Best of CES sia nella categoria riservata alle TV sia il Best of the Best, il premio di migliore della fiera. I nuovi televisori della serie W hanno uno spessore di solo 2,6mm, vedendo spostati nella soundbar – che supporta lo standard Dolby Atmos – tutta la componentistica non necessaria al funzionamento del pannello. Dato lo spessore, lo schermo può essere montato esclusivamente a muro tramite degli specifici supporti magnetici. Prezzo previsto all’uscita oltre i 5mila dollari.

Samsung punta tutto sulla propria tecnologia QLED promettendo, con la serie Q9 top di gamma, una copertura del 100% (o quasi) dello spazio colore DCI, una luminosità tra i 1.500 e 2mila nits per garantire la migliore resa dell’HDR, ed una visione perfetta da qualunque angolo, il tutto contenuto in uno spessore di 10mm circa. In ambito smart TV arriveranno i contenuti personalizzati in base all’esperienza dell’utente e nuovi servizi dedicati a Sport e Musica.

La giapponese Sony abbraccia nuovamente la tecnologia OLED con la nuova serie A1. Disponibile nei tagli da 55″, 65″ e 77″, la nuova serie è caratterizzata dalla tecnologia “Acoustic Surface“: l’audio non è riprodotto da degli speaker ma, approfittando dell’assenza di retroilluminazione, direttamente dall’intero pannello, con il cuore pulsante della TV spostato nel particolare supporto in stile cornice. Le funzionalità Smart, come in tutti i nuovi modelli Sony, è affidata all’ultima versione di Android TV. I pannelli curvi in ambito TV potrebbero a breve diventare un ricordo del passato – gli utenti sembrano non essere riusciti a trarne alcun vantaggio reale – mentre invece iniziano a prendere piede nei monitor da PC, ambito in cui la distanza ravvicinata allo schermo permette di sfruttarne meglio la forma.