Si è chiusa con la sesta puntata la prima stagione di Selfie – Le cose cambiano, il programma che ha segnato il ritorno in prima serata su una rete generalista di Simona Ventura. Il programma, che era nato per Italia1 e poi era andato in onda su Canale5, ha ottenuto buoni risultati all’Auditel, costantemente sopra i 3 milioni di spettatori e con uno share mai sotto il 15%. Una buona prova, dunque, per il ritorno della Ventura dopo gli anni di Sky, in un format che è cresciuto di puntata in puntata, così come è cresciuta la capacità di adattamento della conduttrice a una trasmissione che non era esattamente tagliata su di lei.

La prima puntata, il 21 novembre scorso, aveva deluso le aspettative, con una Ventura sempre carica e gagliarda ma aliena dalle dinamiche del minimondo di Maria De Filippi che popolava lo studio (Selfie è prodotto da Fascino). Ma puntata dopo puntata, dei piccoli accorgimenti di scrittura e di montaggio hanno permesso alla conduttrice di prendere definitivamente possesso della macchina e condurla a modo suo, riuscendo dunque a imprimere a un programma non certo indimenticabile una chiara impronta personale e apprezzabile, che segna il ritorno in grande stile di una fuoriclasse che era mancata tanto alla tv generalista.

Il programma è stato quello che è stato, cioè un collage (a volte riuscito, altre meno) di suggestioni televisive del passato, di altri format sul genere makeover, con l’aggiunta di una platea di ospiti fissi sin troppo affollata. Fondamentale la presenza di Tina, regina indiscussa del trash defilippiano che, piaccia o meno il personaggio, televisivamente funziona assai e riesce anche a divertire non poco quella fetta di pubblico che non ha molte pretese in quanto a intrattenimento televisivo. I suoi siparietti/scontri con Gemma Galgani (che ieri si è presentata con una dentatura nuova di zecca) sono ormai una costante di Marialand e Simona Ventura è riuscita a gestirli piuttosto bene (nella prima puntata un po’ meno). Bene anche Stefano De Martino e Alessandra Celentano (che ha mostrato una umanità inedita), mentre risulta incomprensibile la presenza di tale Gordon e anche quella di Simone Rugiati.

Ma Selfie non doveva e non poteva essere un capolavoro televisivo. Lo sapevano gli addetti ai lavori, lo sapeva Simona Ventura, lo sapeva Maria De Filippi. Doveva essere, e alla fine è stato, un ritorno più che dignitoso della Ventura nella tv che conta. Con i risultati ottenuti (più che soddisfacenti), la conduttrice di Chivasso può tranquillamente ripartire e chiedere a Mediaset un nuovo progetto, magari più articolato e adatto alle sue caratteristiche, per la prossima stagione. Anche perché, ammettiamolo, gran parte di quel 15% di share è roba sua, visto che il resto del menu offerto non era gran cosa. Promossa la Ventura, dunque, ma il programma non lascerà segni indelebili nella nostra memoria televisiva. Se il fine giustifica i mezzi, però, si può tranquillamente chiudere un occhio e sopportare un prodotto televisivo così così pur di ridare il benvenuto a una protagonista della tv nazionalpopolare che può e deve tornare in sella a un cavallo degno di lei e che grazie a Selfie potrà farlo con i gradi conquistati sul campo. Addio Selfie, dunque, bentornata Simona.