Il Movimento ha cambiato lo scenario della politica italiana.
Finalmente la Casta si è trovata a fare i conti con una forza politica in grado di contrastarla. Se non ci fosse stato il M5S a dare una risposta civile alla corruzione ci saremmo trovati con un Salvini o un altro Trump italiano come più votato.
E da quando i cittadini hanno dato la fiducia al M5S hanno messo in moto un sistema di controllo sulle scelte degli organismi decisionali dello Stato.
Per la prima volta un gruppo di eletti ha deciso di tagliarsi lo stipendio e restituirlo alla società, per la prima volta un gruppo politico ha rinunciato ai finanziamenti pubblici…
E se andiamo a vedere cosa è successo a Roma per la prima volta una dirigente di un gruppo politico, Roberta Lombardi, ha denunciato pubblicamente la pericolosità di un gruppo interno alla sua stessa organizzazione (Marra e compagnia) dopodiché è andata dai magistrati facendo seguire alle parole un esposto. È la prima volta che un esponente di un gruppo politico rinuncia a “tacere per il bene dell’organizzazione”…

E se c’è chi si stupisce del fatto che la Raggi sia in difficoltà… beh… Credo che sia infantile sperare che chiunque non sia in difficoltà nella gestione di un sistema incancrenito da decenni come quello romano. Destra e sinistra hanno orrendamente collaborato nel lasciar tracimare il malgoverno infettando ogni livello dell’amministrazione della città. Neanche Superman poteva risolvere velocemente la situazione…

Resta però il fatto che la Raggi ha brillato per un misto di leggerezza e cocciutaggine dimostrando di avere una concezione della politica lontana da quella che la maggioranza dei suoi elettori si aspettava. E resta il fatto che è notevole la percentuale di sindaci e di parlamentari scelti dal M5S che poi si sono allontanati o sono stati espulsi.
Quindi spero che nessuno si offenderà se dico che forse qualche cosa va migliorata.
E mi riferisco a una questione centrale per qualunque gruppo politico: come si formano e come si scelgono i dirigenti?
La qualità di un gruppo è determinata proprio da questa questione di metodo.

Nel convegno che a Firenze sancì la nascita delle Liste Civiche posi proprio questa questione. Si possono scegliere quelli che sono più bravi a parlare oppure quelli che sono più bravi a fare.
Proponevo di centrare l’iniziativa del M5S sull’azione diretta, impegnarsi nella creazione di servizi utili per i cittadini: gruppi di acquisto e altri sistemi di consociazione, supporto alle associazioni solidali, supporto legale alle battaglie per la difesa dei diritti e del territorio… Se uno dimostra di essere bravo nella gestione di queste iniziative può candidarsi… E guardando quel che ha realizzato, e come, puoi decidere se votarlo alle primarie web o no.

Allora il Movimento scelse un altro percorso. E devo dire che col senno di poi capisco perché venne scartata la mia proposta che necessitava di tempi e modi lenti e difficili. Si scelse di puntare tutto sulla comunicazione e sul dare una risposta alla rabbia. Rovesciare il tavolo della politica italiana venne reputato più urgente dell’intraprendere la costruzione di un’organizzazione strutturata sulla capacità di azione capillare sul territorio. E il successo del M5S dimostra che la questione che ponevo non era allora prioritaria.

Ma oggi continuare a non selezionare i candidati sulla base delle capacità di gestione di iniziative concrete sarebbe suicida. Gli elettori possono perdonarti una volta l’errore di avere scelto un candidato totalmente inesperto, non te lo perdonano due volte.
E credo sia necessario anche che chi si è distinto nella pratica dell’azione diretta sul territorio poi debba anche ricevere una formazione adeguata: il M5S ha urgente bisogno di creare una scuola di pubblica amministrazione.
E ha anche bisogno di creare un centro di consulenza tecnico legale per supportare sindaci e parlamentari. È assurdo che i sindaci debbano studiarsi da soli strategie energetiche e culturali, delibere e percorsi burocratici: si fa lo stesso lavoro decine di volte. È uno spreco energetico!

Infine credo che se si scegliesse di mettere al centro dell’iniziativa del M5S l’azione diretta sarebbe un gran bene. Il M5S dimostrerebbe fuori dal parlamento e dei consigli comunali la sua capacità di fare e quindi aumenterebbe la sua credibilità come forza di governo.
Volete vincere o no?

Vedi qui il mio intervento al convegno di fondazione delle Liste Civiche 5 Stelle
Sulla necessità dell’azione diretta
Sul dimostrare che si è capaci di governare