Un altro caso di meningite in Toscana. È morta all’ospedale di Livorno, un mese dopo il suo ricovero una donna di 64 anni, originaria di Rimini, ma residente a Viareggio (Lucca). La paziente, come scrivono Il Tirreno e La Nazione, è deceduta a causa di complicazioni legate a una vasculite cerebrale. L’ex insegnante, in pensione dalla scorso anno scolastico, aveva iniziato a stare male il 24 ottobre scorso con febbre alta: da allora la situazione non è più migliorata.

I casi di meningococco C in Toscana sono stati 57 dal 2015: l’ultimo, mortale, era stato ieri a Firenze. Vittima una donna di 45 anni, giunta all’alba al pronto soccorso dell’Ospedale Santa Maria Nuova del capoluogo in condizioni gravissime. Con quest di Livorno viene registrato il quattordicesimo caso mortale dal 2015 ad oggi colpite soprattutto dal ceppo C. Da mesi la Toscana sta conducendo una campagna di vaccinazione intensiva. “Rinnovo ancora una volta il mio appello a vaccinarsi a quanti rientrano nelle categorie per le quali la vaccinazione è indicata, e gratuita. Io stessa – aveva detto l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi – mi sono vaccinata contro il meningococco C l’anno scorso, e voglio ricordare che il vaccino è l’unico strumento per proteggersi. Ricordo che la Regione ha prolungato la campagna straordinaria di vaccinazione contro il meningococco C fino al 31 marzo 2017″.

L’appello, reiterato, dell’assessore è anche in considerazione della percezione di una specie di calo della soglia di attenzione nei confronti della vaccinazione. Dall’inizio della campagna vaccinale straordinaria, cominciata a fine aprile 2015, al 31 ottobre 2016, sono state somministrate in totale 717.457 vaccinazioni: 194.958 nella fascia di età 11-20 anni; 326.643 nella fascia 20-45; 195.856 dai 45 anni in su.

Il caso di Livorno “non può essere messo in relazione con i casi di meningite di tipo B o C registrati negli ultimi mesi in Toscana” fa sapere in una nota la Usl Toscana nord ovest. “La patologia riscontrata non è contagiosa e non deve essere confusa con quella di origine meningococcica per la quale l’Igiene Pubblica prevede l’offerta di una profilassi antibiotica a tutti coloro che negli ultimi giorni hanno avuto contatti stretti e prolungati o in ambiente chiuso con il soggetto in questione. Non vi sono quindi per questa vicenda precauzioni da prendere in nessun ambito“, spiega ancora l’Usl. Dopo aver espresso “le condoglianze alla famiglia” della donna, deceduta ieri nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Livorno, la Usl spiega che è morta “a seguito di complicanze tardive, imprevedibili e non prevenibili, di natura vascolare a seguito di una meningite-cerebrite pneumococcica”.