Se arriverà sarà in zona Cesarini il via libera della Camera alla legge di Bilancio, che il premier Matteo Renzi punta a ottenere prima del referendum costituzionale del 4 dicembre. Dopo il rinvio in commissione del decreto Fiscale collegato, si sono infatti dilatati anche i tempi dell’esame della manovra. E ora realisticamente basterà un contrattempo qualsiasi per far scivolare il voto di fiducia alla settimana di sospensione dei lavori pre-referendaria: a quel punto l’ok sarebbe rimandato a dopo il voto, con la spada di Damocle dell’esito delle urne e delle possibili conseguenze per il governo se vincesse il No.

Il calendario, serratissimo, è il seguente. L’ufficio di presidenza ha deciso che le votazioni in commissione Bilancio inizieranno domenica pomeriggio, 20 novembre, alle 15:30. Il presidente della commissione Francesco Boccia (Pd) chiederà alla presidente della Camera Laura Boldrini uno slittamento di almeno 24 ore sui lavori: la commissione, che inizialmente avrebbe dovuto chiudere i lavori sul testo martedì prossimo, punta ora a concludere l’esame tra mercoledì notte (23 novembre) e giovedì mattina. Prima non sarebbe stato possibile anche perché alle opposizioni deve essere garantito uno spazio minimo per il dibattito. Quindi si dovrà dare tempo agli uffici per predisporre il testo. L’approdo in aula, ad ora previsto per giovedì 24, dovrebbe a quel punto slittare al venerdì, conferenza dei capigruppo permettendo. Il governo dovrebbe quindi porre la questione di fiducia e la Camera licenziare la manovra entro domenica 27, subito prima della pausa pre-referendum.

Quel che è certo, al momento, è che da giovedì 17 il relatore Mauro Guerra (Pd) e il governo lavoreranno sui pareri agli emendamenti da votare: quelli presentati dalle commissioni, i 900 segnalati dai gruppi (450 di maggioranza e 450 delle opposizioni) e i 12 dell’intergruppo donne aggiunti su richiesta di Boccia. Il quale ha assicurato che si lavorerà ogni giorno fino a massimo le 21:30, tranne mercoledì prossimo quando si potrebbe andare in notturna per chiudere l’esame e votare il mandato al relatore. Entro lunedì 21 novembre alle 13 il governo presenterà in commissione il suo pacchetto di modifiche. Ad oggi sono arrivate circa 100 proposte di modifiche dai ministeri, ma non tutte si trasformeranno poi in emendamenti. Per quanto riguarda gli emendamenti del relatore, trattandosi soprattutto di riformulazioni di emendamenti parlamentari non è stato fissato un termine perentorio per la presentazione, ma potranno arrivare anche nel corso dei giorni seguenti.