Stellantis, i conti tornano ma non troppo: ricavi e utili in risalita, ma i margini sono bassi. Il titolo affonda in Borsa
La ripresa operativa è iniziata con ricavi, utile e cassa in sensibile miglioramento, ma la redditività resta ancora molto debole, soprattutto in Europa, e il raggiungimento degli obiettivi 2026 dipenderà in larga misura dalla performance del quarto trimestre. È un quadro fragile quello presentato da Stellantis dopo un secondo trimestre 2026 particolarmente positivo in Nord America, dove l’azienda galoppa, ma ancora sotto pressione in altre aree, in particolare nel Vecchio Continente. I conti della casa costruttrice non sono piaciuti al mercato: il titolo è sprofondato a Piazza Affari, tornando sotto i 5 euro ad azione e lasciando sul terreno fino all’8 per cento durante la seduta di giovedì.
Il gruppo franco-italiano può comunque festeggiare un aumento dei ricavi netti del 13% (43,5 miliardi di euro) che trascina l’utile netto in territorio positivo: 300 milioni di euro, un miglioramento ancora contenuto rispetto al volume d’affari. Il conto sale a 800 milioni nel margine operativo rettificato, pari all’1,8%. Il fatturato, insomma, cresce con forza ma la marginalità è ancora estremamente bassa: il suo recupero, a leggere nei conti dell’azienda guidata da Antonio Filosa, resta la principale sfida nel prossimo futuro mentre continuano gli investimenti in conto capitale a sostegno del piano Fastlane 2030 presentato il 21 maggio in Michigan.
Buona parte dei risultati dell’anno e quindi del raggiungimento della guidance dipenderà dalla performance nell’ultimo trimestre, nel quale Stellantis prevede una forte concentrazione dei risultati dopo un giugno-settembre debole per la pausa estiva. Se temporalmente il 2026 è ancorato ai risultati dell’autunno-inverno, a livello geografico tutto è imperniato attorno al Nord America, motore della crescita nei primi sei mesi. Le vendite sono salite del 6 per cento facendo segnare un +32% dei ricavi: dati fondamentali nel mercato più redditizio per la casa costruttrice. Assai più complicata la situazione europea, unica regione in perdita operativa. Qui, i ricavi sono rimasti stabili e il margine Aoi è negativo (-0,6%) nonostante l’aumento delle vendite del 3 per cento. In questo senso, va peggio in Sud America e Asia-Pacifico, due zone in cui le vendite sono calate rispettivamente del 2 e del 29 per cento.