Auto elettriche, si impennano le vendite nel mondo. E l’Ue compensa lo stallo di Usa e Cina. Ecco le ragioni del trend
Si impennano le vendite di auto elettriche nel mondo, complici i prezzi dei carburanti saliti alle stelle a causa della guerra in Medio Oriente. E questa volta a fare da traino, compensando il calo di Stati Uniti e Cina, è l’Europa. Secondo l’ultimo report dell’International energy agency (Iea), “Mercati dell’auto elettrica in un periodo di incertezza”, le auto elettriche sono cresciute del 35 per centro nel secondo trimestre 2026 rispetto ai primi tre mesi dell’anno, con record trimestrali raggiunti in 50 Paesi. Un dato che riguarda sia le auto elettriche a batteria (Bev) sia le ibride plug-in (Phev) e che assume ancora più rilevanza alla luce dei numeri sulle vendite globali di auto che, nel loro complesso, nello stesso periodo sono invece calate di circa il 5 per cento su base annua, oltre che per i prezzi del carburante, anche per i cambi normativi che hanno rappresentato un freno nella domanda in Cina e negli Stati Uniti.
Modelli più accessibili nei segmenti pop
I dati globali si intrecciano a quelli europei. A giugno, infatti, se le immatricolazioni di vetture nuove hanno raggiunto quota 1,38 milioni di unità, con una crescita del 13% rispetto allo stesso mese del 2025, a trainare il risultato sono state soprattutto le vetture elettriche, le cui consegne sono aumentate del 52%. Trainate, in questo caso, non solo dall’aumento dei prezzi di benzina e gasolio in seguito alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ma anche dall’arrivo sul mercato di modelli più accessibili, soprattutto nei segmenti di volume. Numeri da cui si deduce quanto vadano contro il mercato la battaglia delle big europee e il conseguente cambio di passo della politica europea per rallentare un ‘processo’ ormai avviato e inesorabile. Pochi giorni fa il resoconto della stessa Acea (Associazione europea dei costruttori auto): quasi i due terzi delle nuove immatricolazioni di auto elettriche sono avvenute tra Francia (+62,9%), dove il calo delle vendite di auto nuove a benzina è stato più marcato, Germania (+48%) e Danimarca (+41,2%).
Si impennano le vendite. E l’Europa fa da traino
I prezzi del petrolio greggio sono schizzati da circa 60 dollari al barile all’inizio dell’anno a quasi 120 dollari dopo che l’Iran ha, di fatto, chiuso lo Stretto di Hormuz. “Le risposte politiche e industriali alla crisi energetica, in particolare quelle relative ai veicoli elettrici, hanno il potenziale per accelerare ulteriormente i cambiamenti in un’industria automobilistica globale che è già in evoluzione”, sottolinea l’Iea. Insomma, se da un lato il trend è dovuto a tensioni e incentivi, questo mostra anche che esiste una domanda pronta a essere ‘sollecitata’. Di fatto, i veicoli elettrici hanno rappresentato il 24% delle vendite di auto globali, leggermente superiori rispetto alla prima metà del 2025. In Australia, Brasile, India, Corea e Vietnam, tutti mercati di auto elettriche considerevoli, le vendite sono quasi raddoppiate dall’inizio della crisi energetica, rispetto allo stesso periodo (marzo-giugno) del 2025. Diversi paesi del Sud-est asiatico, particolarmente colpiti e dipendenti dalle importazioni di petrolio, hanno introdotto agevolazioni fiscali temporanee per incentivare l’acquisto di veicoli elettrici. E questo ha avuto il suo peso. Sulla scia della crescita registrata nel secondo trimestre e del sostegno governativo all’acquisto di veicoli elettrici, infatti, in America Latina, Sud-est asiatico ed Europa, l’Iea prevede ora che le vendite di auto elettriche cresceranno del 10% quest’anno, raggiungendo il 29% delle vendite totali, mentre il mercato automobilistico nel suo complesso diminuirà. L’Europa, di fatto, ha registrato la crescita più forte tra i principali mercati di EV nei primi sei mesi del 2026. Si parla di vendite superiori del 30% rispetto alla prima metà del 2025. In Germania sono stati venduti più di 140mila veicoli elettrici, nel Regno Unito oltre 100mila, in Francia 95mila, in Italia 75mila.
Il caso delle Cina
Le vendite di veicoli elettrici sono crollate nel primo trimestre dell’anno, principalmente a causa di Cina e Stati Uniti. Se da un lato la rimozione dei sussidi ha penalizzato le vendite negli Stati Uniti, dall’altro la difficile situazione economica ha frenato gli acquirenti cinesi, soprattutto a causa della riduzione dei sussidi da parte di Pechino. L’aumento delle esportazioni di auto, però, sta parzialmente proteggendo i produttori cinesi dal calo delle vendite interne. Le vendite totali di auto in Cina sono diminuite di oltre il 20% su base annua nella prima metà del 2026 con circa 2,5 milioni di auto in meno vendute, equivalenti a tutte le auto vendute nel Regno Unito e nei Paesi Bassi nel 2025. Le esportazioni totali di auto cinesi, però, sono cresciute del 65% su base annua nella prima metà dell’anno, contribuendo a limitare il declino della produzione cinese a circa il 6%. Ma le esportazioni di auto elettriche sono cresciute ancora più velocemente, aumentando di oltre il 120% e compensando pienamente la diminuzione delle vendite nazionali di auto elettriche. L’espansione del mercato, infatti, continua a favorire anche i costruttori cinesi. Di conseguenza, la quota di auto elettriche nelle esportazioni di automobili cinesi è passata da circa il 35% nel 2025 a oltre il 45% nella prima metà del 2026. Le vendite di auto elettriche in Cina dovrebbero raggiungere livelli simili a quelli del 2025, mentre la quota di vendita di veicoli elettrici dovrebbe crescere a oltre il 60% nel 2026. Il valore si sta spostando dai componenti meccanici tradizionali verso batterie, elettronica e software, con la Cina che occupa una posizione di leadership in gran parte della catena del valore delle batterie. I produttori cinesi beneficiano di catene di approvvigionamento integrate, forti capacità della batteria e costi di produzione che sono circa il 35% inferiori rispetto alle economie avanzate. “Colmare il divario di competitività – spiega l’Iea – richiederà un’azione coordinata da parte dei governi e dell’industria, compresi segnali di domanda stabili, sostegno all’innovazione, ecosistemi di batterie più forti e miglioramenti dell’efficienza produttiva”.
Un sguardo ai Paesi dell’Ue
Guardando all’Unione europea, secondo i dati Acea, l’associazione dei costruttori, nel primo semestre del 2026 sono state immatricolate oltre 1,2 nuove auto elettriche a batteria, che hanno raggiunto una quota di mercato del 20,7%. Significa che una immatricolazione su cinque è a batteria, ma sono in aumento anche ibride e plug-in, mentre benzina e diesel continuano a perdere terreno. Tre dei quattro principali mercati dell’Ue, che insieme rappresentano il 63% di tutte le immatricolazioni di auto elettriche a batteria, hanno registrato una forte crescita: Francia (+62,9%), Germania (+48%) e Danimarca (+41,2%). Anche il Belgio ha registrato un incremento (+8,2%), sebbene a un ritmo più moderato. “La prima metà del 2026 ha prodotto risultati incoraggianti per la transizione verde, sostenuti da incentivi nuovi e rivisti in diversi mercati chiave” ha commentato Sigrid de Vries, direttore generale dell’Acea, invocando però “un quadro normativo per la riduzione della CO2 più pragmatico e flessibile, oltre che delle condizioni necessarie per una produzione competitiva”. E ricordando che “la quota di mercato dei veicoli elettrici a batteria deve ancora quasi triplicare in meno di quattro anni per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 fissati per il 2030 per automobili e veicoli commerciali leggeri”. Le immatricolazioni di auto ibride (Hev), invece, sono salite a quasi 2,2 milioni di unità, sostenute dalla crescita in Italia (+23%), Spagna (+20,8%), Germania (+6,9%) e Francia (+3,2%). Nel complesso, i modelli ibridi hanno rappresentato il 37,3% del mercato totale dell’Ue. Le immatricolazioni di auto ibride plug-in (Phev) continuano a crescere, raggiungendo oltre 577mila unità nel primo semestre del 2026. Una crescita trainata soprattutto da Italia (+84,3%), Spagna (+39%) e Germania (+17,9%). Le ibride plug-in rappresentano ora il 9,8% delle nuove immatricolazioni in Ue, rispetto all’8,5% registrato nello stesso periodo del 2025. Al contrario, a fine di giugno 2026, le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 17,2%, con cali in tutti i principali mercati europei. La Francia ha registrato la flessione più marcata (-34,2%), mentre Spagna riporta un calo del 18,5%, la Germania del 18,2% e l’Italia del 17,1%. Con 1,3 milioni di nuove auto immatricolate nei primi sei mesi del 2026, la quota di mercato delle auto a benzina è scesa al 22,2%, rispetto al 28,4% del primo semestre del 2025. Nel frattempo, il mercato delle auto diesel ha continuato la sua tendenza al ribasso: le immatricolazioni sono diminuite del 16,5% e il diesel rappresenta ora il 7,5% delle nuove immatricolazioni, in calo rispetto al 9,4% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.