Né sul palco né fuori dalla Leopolda. Vietato manifestare per il “no”, lo dice la Questura. Scoppia una bufera alla vigili della kermesse Pd che vedrà sfilare fino a domenica i paladini della riforma costituzionale a Firenze, la città di Renzi. Ma dove chi è contrario non può entrare e dire la sua e neppure dirla fuori, per le strade della città. E’ vietato dalla Questura. Questa la brutta sorpresa per il comitato “Firenze dice no” che fin dai primi di ottobre aveva deciso di manifestare la propria avversione alla riforma portandola proprio sotto le insegne della manifestazione renziana. Con mille-duemila persone al seguito provenienti da tutta Italia. Ma ora è tutta da vedere. Perché solo ieri mattina gli organizzatori hanno ricevuto comunicazione dalla polizia che potranno manifestare, certo, ma restando fermi e buoni in piazza Santissima Annunziata, a debita distanza di due chilometri dall’epicentro della convention.

Ma loro non ci stanno e in una conferenza stampa oggi hanno annunciato l’intenzione di non seguire le prescrizioni e di voler sfilare lo stesso per le vie del centro e fin sotto la Leopolda alla quale partecipa il premier Matteo Renzi. Ignorando, di fatto, il provvedimento. “Confermiamo l’appuntamento alle 15 in piazza San Marco – ha detto Luca Toscano, esponente del comitato -, non si può impedire che questa manifestazione esista e che arrivi alla Leopolda”. “Questo divieto – ha aggiunto – è stato fatto a due giorni dalla manifestazione e senza un motivo valido, non deriva solo da una scelta della questura ma da una questione politica”. “C’è un clima turco. Un divieto a manifestare a Firenze non si era mai visto. Renzi può manifestare. Invece il no al referendum non ne ha diritto”. Bruno Paladini del comitato ‘è una furia. “Autorizzazione negata perché in città ci sono autorità di governo, c’è Renzi e i ministri, così ci è stato detto”, dice Paladini.

Per la senatrice Alessia Petraglia e l’onorevole Marisa Nicchi, di Sinistra italiana, le quali precisano di non essere tra gli organizzatori dalla manifestazione, “è gravissimo” che non sia stato proposto un percorso alternativo, poiché “manifestare liberamente è un diritto sancito dalla Costituzione”. Secondo la sigla di sinistra Perunaltracittà il no al corteo “è un atto senza precedenti” col quale “si intende negare il diritto di manifestare”. Sulla questione sono intervenuti anche i sindacati di base, che in una nota parlano di “un’iniziativa liberticida”. Per il comitato no tav Firenze si tratta di una “palese violazione di uno dei pilastri della Costituzione”.