Finanziamenti aumentati del 60% con un fondo ad hoc per il settore che non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro, criteri di selezione automatici e più efficienti. Ma anche il potenziamento del credito di imposta, incentivi per chi investe e per le nuove sale, abolizione della censura di Stato. Con il sì definitivo della Camera – che l’ha approvata con 281 voti a favore, 97 contrari e 17 astenuti – diventa realtà la nuova legge per il cinema. Il testo “sarà in vigore già da gennaio 2017”, annuncia il ministro della Cultura Franceschini. Che sottolinea: “È una riforma attesa da decenni, mette a disposizione più risorse al settore in maniera automatica e pone fine alla discrezionalità”. Soddisfatte tutte le associazioni di settore, dall’Agis all’Anica, Anec, Anem, 100 autori. Per le relatrici alla Camera, Lorenza Bonaccorsi, e al Senato, Rosa Maria Di Giorgi, è “una promessa mantenuta“.

“Un provvedimento che il mondo del cinema e della produzione audiovisiva aspettava da 40 anni – dice Francesco Bruni, presidente dell’Associazione 100autori – Ci stiamo avvicinando ad un sistema più moderno di finanziamento e di rilancio di tutto il settore, non solo sul piano industriale ma anche a garanzia degli autori”, sottolinea a sua volta Andrea Purgatori, coordinatore dell’associazione. Soddisfatto il regista Roberto Andò, in particolare per l’introduzione delle definizioni di “documentario”, “film difficile”, “opera d’animazione” e “sala d’essai”, che ritiene “fondamentali per le specifiche assegnazioni dei contributi selettivi”.

“Scegliere di sostenere i giovani talenti e anche quelle produzioni che non potrebbero facilmente reggere sul mercato è una scelta coraggiosa – commentano i registi Daniele Luchetti e Roan Johnson – così come trovare soluzioni per avvicinare il pubblico alle sale cinematografiche”. In una nota, 100autori assicura che continuerà a porre attenzione alle leggi delega e in particolare alla revisione delle norme che regolano gli obblighi di investimento e programmazione per i fornitori di servizi media audiovisivi. Mentre auspica, “laddove le risorse lo consentiranno”, un ulteriore incremento della quota del Fondo selettivo.