Tre postazioni radar controllate dagli Houthi, ribelli yemeniti sciiti, sostenuti dall’Iran e dalla Russia, sono state colpite nella notte da tre missili Tomahawk lanciati da un cacciatorpediniere americano, stanziata a largo delle coste yemenite. “Gli obiettivi degli attacchi sono stati i radar che hanno partecipato al recente lancio di missili che ha minacciato il nostro cacciatorpediniere USS Mason”, ha detto il Pentagono. “Gli Stati Uniti – continua la nota diffusa dal portavoce Peter Cook – risponderanno a ogni altra minaccia alle nostre navi e al traffico commerciale e continueranno a garantire la propria libertà di navigazione nel Mar Rosso”, sottolineando la natura di “autodifesa dell’attacco”.

L’attacco è stato personalmente autorizzato dal presidente Barack Obama, su raccomandazione del Segretario alla Difesa, Ash Carter, e del Capo di stato maggiore interforze, generale Joseph Dunford, ha affermato un portavoce del Pentagono, che non ha fornito informazioni su eventuali vittime.

L’attacco, sferrato dal cacciatorpediniere USS Nitze, è la prima azione di fuoco americana nell’ambito della guerra civile yemenita. Finora, gli Usa si erano limitati a fornire assistenza logistica alla coalizione a guida saudita che combatte contro i ribelli sciiti Houthi e i loro alleati, tra cui i sostenitori dell’ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh.

Si tratta di una azione compiuta dopo che domenica scorsa due missili sono stati lanciati contro il cacciatorpediniere americano USS Mason che era in navigazione davanti alle coste yemenite. Due missili sono poi stati lanciati contro la stessa unità anche ieri. In entrambi gli attacchi, i missili sono finiti in mare, e non hanno provocato alcun danno. Mentre solo un paio di giorni fa, un bombardamento dell’aviazione saudita contro un funerale a Sana’a ha provocato 150 vittime. Per rappresaglia, gli Houthi hanno risposto con il lancio di missili in territorio saudita.

Le ripercussioni di questo attacco si riflettono sulla tensione fra i padrini regionali – Arabia Saudita e Iran – dei due fronti che si contrappongono in Yemen. Fahd Kafain, ministro delle Risorse ittiche dello Yemen, ha riferito oggi di aver rilevato la presenza di 40 imbarcazioni provenienti dall’Iran in sostegno dei ribelli Houthi, a circa cinque miglia a largo della costa yemenita. “Sono imbarcazioni più piccole dei traghetti commerciali, ma effettuano attività pericolose e sospette nella zona”, ha dichiarato il ministro in un’intervista trasmessa dall’emittente saudita al-ekhbariya.

Kafain ha riferito di aver informato la coalizione militare araba, guidata dall’Arabia Saudita, così da ottenere un supporto per la protezione delle acque regionali dello Yemen. Ieri l’esecutivo yemenita, esiliato a Riyad, ha chiesto ufficialmente un intervento dell’alleanza araba per impedire l’ingresso nelle acque territoriali yemenite di imbarcazioni che non hanno l’autorizzazione. Il governo ha inoltre criticato “le ingerenze dell’Iran negli affari yemeniti e l’ingresso illegale dei loro pescherecci per fornire armi al movimento ribelle sciita degli Houthi”.