Il premio Nobel per la Letteratura 2016 è stato vinto da Bob Dylan. La vittoria che non t’aspetti arriva con giusto un paio di minuti di ritardo dalla rigorosa tabella di marcia dell’Accademia di Svezia per l’annuncio ufficiale. “Per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”, ha dichiarato Sara Danius, segretario dell’Accademia svedese. Dylan succede a sorpresa a Svetlana Alexievich, la scrittrice russa vincitrice nel 2015 e diventa sostanzialmente il primo cantautore a vincere il premio Nobel. Il menestrello di Duluth, Minnesota, classe 1941 ha battuto i favoriti della vigilia Don DeLillo, Philip Roth, Haruki Murakami, Adonis e lo scrittore keniano Ngugi wa Thiong’o.

Già vent’anni fa, nel 1996, Dylan fu indicato all’Accademia Reale Svedese come meritevole del prestigioso riconoscimento dal professore Gordon Ball, docente di letteratura dell’Università della Virginia. A quella prima candidatura se ne aggiunsero altre da studiosi americani di importanti università Usa, ottenendo anche l’appoggio del poeta Allen Ginsberg, il cantore della Beat generation. All’epoca Ball spiegò che Dylan era stato proposto “per l’influenza che le sue canzoni e le sue liriche hanno avuto in tutto il mondo, elevando la musica a forma poetica contemporanea”.
E dai primi anni 2000 il nome di Bob Dylan è ricorso più volte nel toto-Nobel.

Quest’anno, però, era dato fino a ieri dai bookmaker 16/1, anche se a fino a poche settimane fa il premio valeva 50 volte la scommessa. Il suo nome era stato visto fare capolino al 16esimo posto già da un mesetto tra le puntate degli scommettitori e lì era rimasto più o meno alla stessa quota fino a ieri quando il nome di DeLillo pareva essere diventato quello più indicato per la vittoria. Secondo fonti vicine alla commissione selezionatrice, citate da The Guardian, ci sarebbero stati dei forti dissidi sul nome del vincitore già da tempo. In particolar modo, la discussione avrebbe coinvolto la candidatura di Adonis e la sua ultima opera sul tema dell’Islam politico. La stessa maretta tra gli accademici svedesi che si presentò nel 1995 quando assegnarono il Nobel ad Harold Pinter ma che originariamente doveva finire tra le mani dello scrittore turco Orhan Pamuk (che poi lo vinse l’anno successivo). Solitamente proclamato il giovedì durante la settimana degli annunci degli altri premi Nobel, quello per la Letteratura 2016 è slittato inspiegabilmente di una settimana avanti. E solo alla lettura dell’annuncio, accolto da applausi e alcuni fischi, si è compreso il perché.

“Il suo è uno straordinario esempio su come creare eccellenti rime mettendole insieme in ritornelli, oltre al suo geniale modo di pensare”, ha spiegato la Danius rispetto a chi le chiedeva motivazioni più specifiche per il premio dato per la prima volta ad un’autentica popstar. “Se andiamo indietro di migliaia di anni, scopriamo che i testi di Saffo e Omero sembrano essere stati pensati per essere eseguiti. Lo stesso accade per i testi di Dylan. Oltre al fatto che continuiamo a leggere Saffo e Omero e che continuano a piacerci”. Gli Stati Uniti tornano a vincere un Nobel per la letteratura dopo 23 anni quando era stata la scrittrice Toni Morrison a trionfare nel 1993, ed è il 259esimo statunitense ad aver vinto un Nobel tra le varie categorie del premio. A commentare l’assegnazione del premio anche Matteo Renzi che su Twitter ha scritto: “La poesia vince sempre”.

IL DIBATTITO
Perché Sì / Il Nobel a Bob Dylan è giusto. Ma non diventi un modo per riempire status su Facebook (di Domenico Naso)

Perché No / Il Nobel a Bob Dylan è giusto. È un premio nostalgia dato da un consesso di anziani hippies (di Davide Turrini)