Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica bella come un assist di Borja Valero. Altre considerazioni.

1. La bruttissima vittoria della Juve a Palermo può essere letta in due modi. Primo modo: la Juve è peggiore di un anno fa, si sente troppo la mancanza di Marchisio (e Pogba), c’era bisogno di Witsel, gli infortuni di Rugani e Asamoah (fuori entrambi 45 giorni) peggioreranno il tutto, Pjanic è evanescente come il cervello della Picierno e in trasferta i bianconeri soffrono troppo. Quindi il Napoli può vincere lo scudetto.

2. Poi però c’è il secondo modo: la Juve vince anche quando gioca male, il Napoli vince solo quando gioca bene (altrimenti pareggia a Pescara e Genova). Ecco perché continuo a pensare che lo scudetto sia juventino: non premia la bellezza, ma la costanza.

3. C’è poi un’altra cosa: Che Gue Sarri sta signoreggiando e il suo Napoli scintilla come un assolo di Gary Moore in Still Got The Blues, ma ho la sensazione che ci sia stato uno scollamento tra il Commodoro Marxista e la società (cioè il Dux De Laurentiis). E queste cose, alla lunga, si pagano. Il secondo posto sarebbe comunque un grandissimo risultato.

4. Gabigol dixit: “Inter? Certo che siamo da scudetto”. E chi sono io per contraddire Gabigol? Quindi scudetto, Europa League e Olimpiadi 2024 disputate ad Appiano Gentile per onorare i 6 palloni d’Oro consecutivi vinti da Ranocchia. Tutto agile, in scioltezza.

5. La differenza principale tra l’Inter di Mancini e quella di De Boer è che, nel primo caso, Culovic al 95’ segnava sempre. Infatti, nonostante un gioco da arresto estetico, l’anno scorso l’Inter fu a lungo prima (si spiega così il recente Nobel a Medel per la Fisica). Nell’Inter di De Boer, invece, può capitare che Icardi ti salvi a Pescara, ma più spesso accade che Ranocchia sbagli a porta vuota un secondo prima del triplice fischio. Bene comunque il Bologna, che ha giocato a livelli puntualmente alti: certo, non alti come quelli di Kondogbia, ma quasi.

6. Ho sempre dato la Roma dietro Juve e Napoli, quindi bene che vada bene terza, ma a forte rischio quarto posto (Inter). Il motivo è semplice: i preliminari di Champions League. Quando li perdi, e li perdi pure male, la stagione implode in partenza. Ancor più se sei incline agli psicodrammi. Bastano due sconfitte e Spalletti parla di “menti un po’ malate”. Sabatini minaccia (o promette) dimissioni, Dzeko fa tenerezza. Se poi tieni Iturbe e cedi Iago Falque, un po’ te le cerchi. Nulla è perduto, ma il giocattolo si è rotto col Porto. E il terzo posto è difficile. Ah: domenica sera c’è Roma-Inter. Ed è già decisiva.

7. A me, di Mario Sconcerti, quel che piace è l’allegrezza. La voglia di vivere contagiosa. Me lo immagino la sera, a far trenini di gioia con Giachetti, Crisantemi e Natolia dei Bulgari. Bevendo gazzosa scipita. Daje Mario.

8. I tifosi viola sono inclini a piangere per le decisioni arbitrali. Spesso hanno motivo per farlo, ma dopo i favori con la Roma e la macellazione impunita di Luiz Adriano per opera di Tomovic, propongo una moratoria: per almeno un mese, amici viola, tutti zitti e Nardella.

9. Arbitro a parte, Montella ha eretto la sua Linea Maginot per portarsi a casa un punticino dal Franchi. Ora che ha raggiunto i da me previsti 4 punti tra Lazio e Fiorentina, può perdere serenamente con il Sassuolo, che a San Siro contro il Milan come noto vince per decreto regio.

9 bis. Finalmente si è visto il Torino sognato dal Camerata Miha. Belotti mi ricorda Chinaglia. La Lazio c’è. Senza l’assurda sconfitta a tavolino, il Sassuolo sarebbe terzo. Il Pescara gioca bene, ma raccoglie poco. L’Udinese, dopo San Siro, si è spenta. Genoa più solido di un anno fa, ma anche meno scintillante. Stasera si giocano Cagliari-Samp e Crotone-Atalanta. Se il Crotone non vince retrocede di sicuro, se l’Atalanta perde è messa male parecchio.

10. Perché quest’anno Paulo Sousa si veste e pettina come Russell Crowe in A Beautiful Mind?