Il Grande Fratello è morto, viva il Grande Fratello! Probabilmente è quello che hanno pensato a Mediaset quando hanno deciso di declinare in salsa VIP (ci vorrebbero migliaia di virgolette ma tant’è) un format morto e sepolto da tempo, ormai completamente privo di appeal, sorpassato grazie (o per colpa) di quindici anni di televisione. Le ultime edizioni del GF tradizionale non sono state altro che un ripetersi di un rito stantio, fuori dal tempo, con l’effetto paradossale di far sembrare terribilmente vecchio un programma che ha innovato la tv come pochi altri.

E visto che le vicende di un gruppo di ambiziosi sconosciuti rinchiusi in una casa non funzionano più, che fare? Facile: mettere insieme in una casa un gruppo di ambiziosi conosciuti (almeno parte di loro) e sperare che l’effetto sia diverso. Dal 19 settembre, dunque, Canale5 manderà in onda la trasmissione condotta da Ilary Blasi con Alfonso Signorini, con la casa di Cinecittà che ospiterà Valeria Marini, Pamela Prati, Elenoire Casalegno, Laura Freddi, Alessia Macari, Antonella Mosetti e la figlia Asia Nuccetelli, Mariana Rodriguez, Stefano Bettarini, Bosco Cobos, Clemente Russo, Costantino Vitagliano, Andrea Damante e Gabriele Rossi.

Inutile dire che almeno 5 nomi su 13 sono sconosciuti ai più, ma davvero vi aspettavate che dei veri VIP accettassero di essere tumulati in quella che fu la casa più spiata d’Italia e che oggi è una sorta di antico tempio in rovina? Le attese sono bassissime, diciamolo subito. Non ci aspettiamo un gioiello di televisione né qualcosa di innovativo o almeno intelligentemente provocatorio. Sarà la solita solfa, con la differenza che a litigare stavolta saranno Valeria Marini e Pamela Prati e ad allenarsi seminudo in palestra sarà Clemente Russo. E chi se ne frega, non lo vogliamo aggiungere?

Anche basta con il Grande Fratello, anche basta con i morti di fama alla continua ricerca di un rilancio che probabilmente non arriverà mai. È cambiata la tv, è cambiato il pubblico, è cambiato il mondo. E a riprova di questo anacronismo patetico del format che fu di Daria Bignardi, Pietro Taricone e Rocco Casalino, Marina La Rosa e Salvo il Pizzaiolo, basti pensare che lunedì sera il GF Vip dovrà vedersela con Pechino Express, forse la declinazione più moderna, intelligente e stimolante del genere che lo stesso GF aveva inaugurato. Probabilmente il Grande Fratello vincerà la sfida degli ascolti, perché Canale5 non è RaiDue, perché uno zoccolo duro resiste, perché alcuni nomi sconosciuti ai più sono notissimi al pubblico di Uomini e donne. Ma il risultato dell’Auditel sarà importante solo fino a un certo punto. Perché è vero che il pubblico ha (quasi) sempre ragione, ma ciò non può cancellare l’approccio critico, se serve anche bastardo fino all’eccesso, nei confronti di una televisione che non ha più senso, che fa male anche ai canali che continuano a puntarci, che non racconta più nulla di nuovo ma riscalda sino alla nausea una brodaglia che un tempo era deliziosa ma ora sa di muffa.

Ed è un peccato anche per Ilary Blasi, che finalmente ha l’occasione che aspettava (e meritava) da tempo, visto che ha dimostrato di sapersela cavare più che discretamente alle Iene. Meritava di meglio, per l’esordio nel prime time che conta, e probabilmente riuscirà comunque a dare il meglio di sé, nonostante le materie prime siano scadenti assai. Questa non è una stroncatura preventiva e piena di pregiudizi come può sembrare, nossignore. Il fatto è che conosciamo i nostri polli, conosciamo il format, conosciamo la scarsa predisposizione a rinnovarlo e a stravolgerlo. Conosciamo il target di riferimento e conosciamo molti dei nomi scelti per affollare la casa. Ecco perché non temiamo, ma sappiamo per certo, che il Grande Fratello Vip sarà un programma inguardabile, una reiterazione ossessiva di un obbrobrio televisivo che dovrebbe essere in pensione già da tempo.