E’ stato identificato il corpo mutilato e bruciato ritrovato nella periferia di Istanbul lo scorso 8 agosto: si tratta di Hande Kader, transessuale attivista che era diventata uno dei volti simbolo della lotta contro il governo locale, che in più occasioni si era opposto al Gay Pride, fino ad arrivare all’annullamento della manifestazione in più occasioni. La sua morte risale al 4 agosto, mentre il corpo, secondo quanto riporta il Mirror, è stato ritrovato quattro giorni dopo in un quartiere di lusso a Zekeriyakoy, piccolo paese vicino al capoluogo. Quel giorno la 22enne era salita sulla macchina di un cliente, per poi scomparire. L’allarme era stato lanciato dal suo compagno, che non l’aveva vista rientrare a casa quella sera. A più di una settimana di distanza i medici forensi sono riusciti a identificare il corpo grazie alle protesi.

La 22enne era finita su molti giornali dopo che, a fine giugno 2015, era stata fotografata mentre si opponeva agli idranti della polizia durante una manifestazione per i diritti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), per poi essere allontanata da un agente. La prostituta era anche stata arrestata in due diverse occasioni, durante queste manifestazioni. L’associazione per i diritti Lgbt ha annunciato che domenica 21 agosto si terrà una manifestazione, nonostante lo stato d’emergenza, per chiedere giustizia sulla morte della transgender e per lottare contro il silenzio dei media. Lo scorso 4 agosto era stato ritrovato il corpo decapitato di un rifugiato siriano omosessuale, non lontano dal luogo in cui è stato rinvenuto il corpo della prostituta attivista.