“Non bastano stipendi, rimborsi e vitalizi. I cittadini pagano anche 350mila euro ogni anno per assicurare i deputati, perfino per i danni subiti in stato di ebbrezza, per le punture di insetti e le insolazioni“. E’ la denuncia che lo scorso 3 agosto, in Aula alla Camera, ha pronunciato il deputato del M5S, Riccardo Fraccaro, durante la discussione sul bilancio interno del 2015. Il parlamentare ha chiesto lumi sul capitolo 1130 del bilancio della Camera, che prevede di spendere 350 mila euro di soldi dei cittadini per coprire l’assicurazione vita, invalidità e infortunio dei deputati. E ha snocciolato l’impressionante elenco: “I cittadini pagano per i parlamentari l’assicurazione per punture e morsi di animali, malattie tropicali, affogamento, ernie addominali, escursioni in montagna, colpi di sole. Ma non è finita, in caso di calamità naturali pagheranno gli italiani: terremoto, inondazioni, alluvioni, eruzioni vulcaniche. Paghiamo anche l’assicurazione ai deputati se essi subiscono un infortunio in stato di ebbrezza. E’ una cosa inaccettabile”. E ha sottolineato: “Ma forse questa supera ancora quella precedente: un’assicurazione se subite dei danni in caso di sommosse, insurrezione o tumulti popolari. 350 mila euro che spendono i cittadini per assicurarvi, mentre fuori sono stati tagliati dal governo Renzi 4,3 milioni al Fondo sanitario nazionale e ci sono 11 milioni di italiani che rinunciano alle cure o le rinviano. Mentre la spesa sanitaria privata è aumentata del 3,2 per cento sotto il governo Renzi, chiedete 350 mila euro agli italiani ogni anno per coprirvi l’assicurazione sanitaria? Ora, signori, io credo che se un’assicurazione deve essere pagata è quella che i partiti devono pagare agli italiani per i danni che con le vostre leggi gli arrecate ogni giorno”. Gli ha fatto eco Luigi Di Maio: “Una cosa del genere non esiste da nessuna parte, in nessuna realtà lavorativa. Questa non è la normale assicurazione che si fa ai lavoratori per infortuni sul lavoro: queste sono delle voci e dei capitoli vergognosi, che tra l’altro ci costano 350 mila euro. E vi stiamo chiedendo di abolirli con un ordine del giorno