A quasi un anno dai funerali spettacolo del boss Vittorio Casamonica a Roma, torna a far parlare di sé la famiglia italiana di origini nomadi, spesso al centro di vicende criminali, tra usura ed estorsioni.

Un’esplosione in una villa di un membro del clan a Ciampino, alle porte meridionali della Capitale, in una delle zone loro roccaforti, ha provocato la morte di un 27enne, anch’egli un Casamonica, di nome Nicandro. Secondo prime le indagini dei carabinieri il giovane stava appiccando il fuoco alla casa per punire il proprietario, Raffaele Casamonica, il cui figlio aveva compiuto una fuga romantica con la sorella di Nicandro la notte prima. Una questione d’onore, insomma.

Nella villa in quel momento non c’era nessuno, la famiglia era andata al mare. Il piromane si era portato alcune taniche di benzina, ma ha sbagliato qualcosa ed è stato trovato carbonizzato dopo lo scoppio nella dimora a due piani in via Capri: il cadavere era in cortile, la deflagrazione violentissima ha distrutto completamente il piano terra della villa, lasciando pericolanti anche i muri del primo piano. A dare l’allarme è stato il proprietario dell’abitazione che è stato avvertito da un sistema di videosorveglianza collegato al cellulare.