“E’ la nuova monnezzopoli“. “Gli attacchi del Partito democratico sono una medaglia al valore”. La prima battaglia dell’amministrazione 5 stelle a Roma è per la gestione dell’emergenza rifiuti. A poche settimane dall’elezione della giunta M5s, il problema principale riguarda le difficoltà di raccolta e smaltimento dei sacchetti nella Capitale. I dem e le opposizioni vanno all’attacco dell’assessora Paola Muraro, protagonista di un blitz nella sede della municipalizzata Ama e accusata dagli avversari politici di “conflitto d’interessi” perché per 12 anni consulente della stessa azienda. Se la sindaca Virginia Raggi evita di commentare direttamente la questione, a difendere la scelta sono i suoi: “Gli attacchi”, ha scritto su Facebook il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito, “dimostrano che sui rifiuti abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora. Noi continuiamo sulla nostra strada, la città è con noi”.

La questione sta monopolizzando i primi giorni di amministrazione 5 stelle e le opposizioni in coro hanno criticato la decisione di affidare il fascicolo alla Muraro. “E’ è stata consulente esterna di AMA per 12 anni”, ha scritto su Facebook l’ex candidata sindaca per Fdi Giorgia Meloni, “incassando più di un milione euro, 115 mila euro di consulenze nel solo 2015. Nominata e strapagata solo perché è bravissima? Ma queste municipalizzate romane non sono dei carrozzoni dove vengono stipati parenti, amici e raccomandati? È in questo modo che il Movimento 5 Stelle intende segnare la discontinuità con la mala gestione del passato?”.

Per il Pd siamo di fronte a una nuova “monnezzopoli”: “La nostra Roma invasa dai rifiuti”, hanno scritto su Twitter le senatrici Pd Monica Cirinnà, Rosanna Fillippin e Francesca Puglisi, “e un’assessore che si professa estranea a tutto ma poi lavora per Ama da anni. Un film: #monnezzopoli. Altro che onestà”. Il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato ha scritto su Facebook: “Quello che infastidiva era la presunzione con cui i grillini in campagna elettorale professavano onestà e soluzioni rapide. Una volta arrivati al governo, la musica è cambiata: Roma è sporca né più né meno (anzi di più) di prima che la Raggi fosse eletta sindaca: ed è stata lei a dire che il problema lo avrebbe risolto tre settimane fa”. E ha concluso chiedendo alla Raggi di valutare l’opportunità di un passo indietro della Muraro: “Un bel guazzabuglio di interessi personali, commistioni con personaggi equivoci (e legati alla peggiore destra romana) e soluzioni poco limpide. Il Partito democratico chiede alla sindaca di valutare se Muraro può restare. Trasparenza non è un filmino su Facebook e onestà non è uno slogan elettorale”.