A Torino come a Roma, il primo scoglio delle neosindache M5s riguarda il tema dei rifiuti. Se nella Capitale il problema riguarda la gestione dell’emergenza locale, a Nord fa discutere la scelta di opporsi all’arrivo di 15mila tonnellate da smaltire dalla Regione Sicilia che dovrebbero essere bruciate nell’inceneritore del Gerbido. “Siamo contrari a questa soluzione”, ha detto la prima cittadina Chiara Appendino. La presa di posizione della maggioranza 5 stelle è però in netto contrasto con la disponibilità data dalla Regione Piemonte al governo: “Abbiamo fatto tutte le verifiche tecniche”, ha detto il governatore dem Sergio Chiamparino, “con i vari impianti di smaltimento e abbiamo detto di essere pronti a fare la nostra parte. Non vedo che differenza possa fare la provenienza geografica, dalla Sicilia, dalla Liguria o da altra regione, tenendo anche conto che magari in queste tonnellate sono confluiti anche quelli di qualche Comune amministrato dal M5s”.

Il rifiuto dei 5 stelle ha però provocato la mobilitazione del governo. “E’ inammissibile”, ha detto il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. “Sia chiaro al sindaco Appendino e anche agli altri sindaci che si oppongono ai rifiuti: non se la prendano con il presidente Chiamparino, se la prendano con me. Perché il governatore ha semplicemente risposto, con molta responsabilità istituzionale, a un invito che io personalmente gli ho fatto per risolvere un problema emergenziale che si stava creando in Sicilia: il promotore di quella iniziativa sono io”.

I grillini hanno deciso di opporsi perché contrari alla modalità di smaltimento attraverso gli inceneritori e per questo contrari all’arrivo dei rifiuti. Dello stesso parere il capogruppo 5 Stelle in Regione Giorgio Bertola: “E’ inaccettabile che il Piemonte si trasformi nella pattumiera delle regioni italiane solo per far quadrare i conti di Trm, società di gestione dell’inceneritore. Abbiamo chiesto comunicazioni in aula al presidente Chiamparino”. Il Pd invece si è appellato al “principio di solidarietà nazionale”: “Non ci deve essere approccio ideologico”, ha detto il capogruppo dem in Comune Stefano Lo Russo, “e non capiamo la ragione di sbattere la porta in faccia alla Sicilia. E’ una posizione che non condividiamo, diremmo le stesse cose se una simile richiesta ci arrivasse dalla città di Roma amministrata dalla sindaca Raggi”.