Fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato, dalla Laguna di Venezia a Siracusa, saranno messi a bando per l’affidamento in concessione a privati per periodi fino a 50 anni. La gara sarà aperta a settembre e riguarda 20 beni attualmente in mano al ministero della Difesa e all’Agenzia del Demanio. Le strutture, posizionate in luoghi mozzafiato ma al momento in stato di abbandono, potranno essere ristrutturate e rilanciate in attività come hotel e resort di lusso.

E’ la seconda volta che lo Stato indice una gara simile per trasformare quello che è attualmente un costo per la pubblica amministrazione, in un nuovo introito. La prima iniziativa, lanciata nel 2015, ha portato all’aggiudicazione in via provvisoria di 9 fari su 11 messi sul mercato. L’affidamento garantisce allo Stato un incasso di oltre 340mila euro di canoni annui e salirà fino a oltre 7 milioni di euro per tutto il periodo di concessione. Il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi ha spiegato che i privati vi hanno investito finora 6 milioni di euro, generando ricavi per circa 20 milioni e creando lavoro per oltre 100 operatori. Per il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, si tratta di “un successo che dimostra come lavorando insieme si possano fare tante cose”.

Gli immobili sono sparsi su tutto il territorio nazionale. Dal Faro di Spignon, sull’omonima piccola isola della Laguna Sud di Venezia, al Faro della Guardia, sull’Isola di Ponza, costruito alla fine dell’800, segnalato come uno dei luoghi di maggiore rilevanza del Mar Tirreno, fino al Padiglione di Punta del Pero, a Siracusa, e allo Stand Florio, a Palermo, utilizzato dalla nobiltà palermitana per sport acquatici e tiro al piccione. Nella lista ci sono anche torri nate nel Sud Italia per difendere le coste dagli attacchi dei Turchi, come la Torre Angellara, a Salerno.

“Non è vero che basta avere un patrimonio per valorizzarlo, – ha sottolineato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per utilizzarlo bene servono investimenti e prospettive a lungo termine, serve una nuova filosofia, un nuovo approccio strategico della pubblica amministrazione per valorizzare se stessa. In un periodo di tempo lungo ma non lunghissimo le risorse saranno valorizzate”. I fari coinvolti nel progetto, ha assicurato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, continueranno comunque a svolgere la loro funzione grazie ad un sistema automatizzato.