Le richieste italiane sono “incostituzionali”. Così ha risposto la commissione parlamentare trilaterale egiziana sul caso Regeni alla richiesta dei pm della Procura di Roma di condividere gli atti delle indagini sulla morte dello studente friulano trovato cadavere il 3 febbraio lungo la strada che collega il Cairo ad Alessandria d’Egitto. Lo ha detto all’ANSA il deputato Tarek al Kholi, segretario della commissione Esteri della Camera egiziana: condividere quelle informazioni con gli inquirenti italiani violerebbe la legislazione egiziana.

Nel dettaglio le richieste del procuratore capo Giuseppe Pignatone si riferivano all’invio di tabulati telefonici, all’estradizione di tre persone coinvolte nel caso e all’acquisizione delle immagini di alcune telecamere a circuito chiuso di metropolitane e negozi del quartiere nel quale Giulio viveva ed è sparito il 25 gennaio scorso.

La sentenza arriva dopo una lunga e difficile intermediazione tra inquirenti italiani e egiziani. Il 14 marzo 2016 il procuratore Pignatone e il sostituto Colaiocco si erano recati al Cairo per una presa di contatto e di scambio di informazioni con le autorità locali. In aprile una delegazione degli inquirenti egiziani era stata invece ricevuta a Roma dagli stessi Pignatone e Colaiocco e dagli investigatori dello Sco della Polizia e del Ros dei Carabinieri per fare diversi incontri sul punto della situazione, ma la trattativa era ben presto fallita. Il procuratore si era sempre tuttavia mostrato scettico sulla possibilità di giungere ad una piena collaborazione e soluzione del caso.

Il caso era stato quindi rimandato alla decisione di questa commissione, appositamente costituita. L’esito è una doccia gelata per la Procura romana che aveva puntato sulla collaborazione dello Stato egiziano promessa dal presidente Al-Sisi. Di recente il presidente egiziano, parlando a proposito del caso Regeni, e pur specificando che le relazioni del Cairo con Roma “sono forti e uniche”, aveva denunciato un imprecisato tentativo di allontanare l’Egitto dall’Europa: “Ciò che sta accadendo ora è semplicemente un tentativo di rovinare meglio l’Egitto agendo dall’interno”.