Entro il 2016 l’addio a Equitalia. Intanto un tentativo per portare a Milano pezzi della finanza londinese spaventati dalla Brexit. E una raccomandazione: “A Roma lasciamo lavorare la Raggi“. Prima la maratona in radio, poi l’incontro con Giuseppe Sala a Palazzo Marino. Mattinata milanese per Matteo Renzi, contestato da un gruppo di antagonisti. Una quarantina di manifestanti dei centri sociali e appartenenti al movimento ‘No border’ ha tentato di avvicinarsi al Museo Della Scienza dove era attesa la visita del premier e del sindaco. Nel tentativo di avvicinarsi, ci sono stati alcuni tafferugli con le forze dell’ordine, che li hanno respinti.

“Entro l’anno arriverà il decreto che cambierà il modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini – ha annunciato Matteo Renzi in mattinata rispondendo ad un ascoltatore a Rtl 102.5 – Equitalia non ci sarà più, che non vuol dire che le multe non si pagano più ma cambierà come. Confermo: entro l’anno bye bye Equitalia”. I cui dipendenti questa mattina hanno fermato gli sportelli e annunciato che la protesta si ripeterà nelle prossime settimane per manifestare il proprio disagio “a seguito delle preoccupanti dichiarazioni politiche che preannunciano a breve la fine di Equitalia” , e per il no opposto dall’azienda alla riapertura della negoziazione per il rinnovo del contratto.

Impossibile non toccare l’argomento Roma. “Non condivido la critica secondo cui il Pd si sia ricordato delle periferie qualche giorno prima delle comunali – ha affermato il capo del governo – io non vado a fare comparsate show in periferia, noi abbiamo messo dei soldi per le periferie: 100 milioni per gli impianti sportivi, 500 milioni nella legge di stabilità ai comuni per le periferie. Questo serve non che faccio le giratine in periferia per far vedere che mi occupo di periferie”, ha detto ancora Renzi, in relazione all’uscita di Virginia Raggi a Tor Bellamonaca.

Subito dopo il premier smorza i toni e spiega di non voler fare “alcuna polemica” con il nuovo capo dell’amministrazione capitolina. “Il sindaco le comparsate deve farle, io le ho fatte, lo dico anche ai miei: non è che dopo 15 giorni che Raggi ha vinto ti metti a criticare, lasciatela lavorare, lasciamo fare il loro lavoro ai nuovi sindaci”. Dal canto suo, “il governo darà una mano perché tutti dobbiamo smettere di parlare male dell’Italia e sostenere chi al governo o nei comuni prova a migliorare le cose”.

Dopo la radio, il premier è arrivato a Palazzo marino per incontrare il sindaco di Milano. “Hanno ridotto tutte le stime di crescita dopo Brexit – aveva spiegato poco prima il premier in radio- ci sarà a breve un rallentamento dell’economia per l’Europa, ma nel medio periodo i danni li sentiranno più gli inglesi. Ad esempio noi stiamo provando con Beppe Sala a portare a Milano un po’ di istituzioni finanziarie che sono a Londra e stiamo ragionando sull’ipotesi di un passaporto europeo a chi studia alla Bocconi”.

Sempre in tema di finanza, Renzi ha provato a lanciare un messaggio tranquillizzante sulle banche. In particolare sul Monte dei Paschi di Siena: “E’ una questione che risale ad una gestione molto discutibile del passato ma ora i correntisti dormano tranquilli, magari qualche banchiere un po’ meno”.