Carcere duro per i mafiosi, il 41-bis. Sull’edizione in edicola sabato 2 luglio del Fatto Quotidiano ho scritto dell’azione in atto, rivelata dal sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, per “alleggerire” il 41-bis e una infelice affermazione sulla possibilità di permettere l’utilizzo di Skype ai mafiosi già citata un paio di giorni prima dal quotidiano abruzzese il Centro.

Piero Sansonetti sul giornale del Consiglio nazionale forense Il Dubbio e Fabrizio Rondolino sull’Unità, quotidiano con un glorioso passato alle spalle, invocano l’Ordine e i sindacati dei giornalisti, “hanno qualcosa da dire?”, addirittura per “allontanare dalla categoria” il direttore Marco Travaglio e “tal Giampiero Calapà”. Anche Massimo Bordin si è cimentato in astruse ricostruzioni sia sulla rassegna di Radio Radicale Stampa e regime sia sul Foglio.

Ribadisco quanto già scritto sull’edizione di domenica 3 luglio dopo l’indignata smentita di Gennaro Migliore. Il Fatto Quotidiano registra con entusiasmo il fatto che il sottosegretario alla Giustizia non pensi davvero a introdurre le video chiamate di Skype per i detenuti al 41-bis. Tuttavia, per quanto ci riguarda, utilizzare l’argomento dei diritti umani per smantellare un 41-bis che già presenta molti “buchi” – raccontati sul Fatto domenica 3 – non è solo un pretesto, ma un grave errore.