Ne avevamo già parlato qui, quasi un anno fa, perché il fenomeno era assai interessante anche alla luce di alcuni studi scientifici più che attendibili. Oggi, grazie a un lungo reportage pubblicato sul sito della Bbc, tornano sotto i riflettori gli asessuali, cioè coloro i quali non proverebbero alcuna pulsione sessuale. Si tratterebbe di un fenomeno che coinvolgerebbe l’1% della popolazione, almeno secondo alcuni studi, visto che negli ultimi tempi pare che la cifra sia da rivedere al rialzo. Il giornalista della Bbc che ha realizzato il lungo e dettagliato reportage parla di una percentuale che potrebbe essere simile a quella degli omosessuali (tra il 5 e il 10%, dipende dai pareri).

Ma davvero è possibile vivere senza soddisfare uno dei bisogni primari dell’uomo in quanto animale sociale? Pare di sì, anche perché aumenta esponenzialmente il numero di testimonianze al riguardo. E giornalisti e studiosi sono così interessati al fenomeno che le autorità britanniche pare stiano pensando di inserire la voce “asessuale” nel prossimo censimento nazionale. Si tratta perlopiù di adolescenti, e anche questo dato non deve stupire più di tanto: tutti noi abbiamo scoperto la sessualità e le nostre preferenze proprio durante quegli anni, dunque sarebbe più che normale prendere coscienza di una mancanza di istinti sessuali nello stesso periodo.

Ma cosa vuol dire essere un asessuale nella società ipersessuale di oggi? Paradossalmente, chi afferma pubblicamente la mancanza di “appetiti” viene spesso emarginato e preso in giro da chi non riesce proprio a capacitarsi di una tendenza del genere. Anche per salvaguardare la libertà di essere asessuale, esiste e opera la Aven (Asexual Visibility and Education Network), che negli ultimi 13 anni è passata da 391 a 83.000 membri. Numeri importanti, per una realtà che al momento sembra trovarsi a proprio agio soprattutto tra le fila dei movimenti LGBT (molti asessuali partecipano regolarmente ai Gay Pride in giro per il mondo). Tra i tanti malintesi che circondano gli asessuali c’è anche la convinzione errata che si tratti di una scelta, magari su basi religiose, o, peggio ancora, di un’avversione nei confronti del sesso. Non è così, almeno a sentire gli asessuali stessi. È mancanza di voglia di soddisfare istinti fisici, che non equivale a mancanza di affettività o rapporti d’amore senza sesso. Gli asessuali, infatti, si dividono in omoromantici (a quanto pare la maggioranza), eteroromantici, biromantici e aromantici (loro sì, privi persino della voglia di un rapporto d’amore, seppur casto).

Anche in questo caso, forse è meglio lasciar parlare i numeri di una ricerca condotta dalla stessa Aven a San Francisco: il 70% degli intervistati dichiarava di essere vergine, l’11% si definiva sessualmente inattivo ma con precedenti esperienze sessuali; il 7%, invece, confessava di praticare sesso nonostante si senta parte della comunità asessuale. Interessante il dato secondo cui il 38% prova “repulsione” nei confronti del sesso, seguito dal 27% che si dichiara totalmente indifferente al tema. Per molti genitori di ragazzi asessuali si tratta solo di “una fase di passaggio”. Giustificazione solita, usata già troppo spesso di fronte a un figlio omosessuale. Il fenomeno è ancora poco conosciuto quindi ci vorranno ulteriori studi e ricerche, di sicuro gli asessuali non possono essere certo accusati di seguire le mode, visto che la mancanza di una vita sessuale attiva è tutto fuorché di moda, ai giorni nostri.