Nessun mistero sull’identità degli uomini nel vicolo dove è stato ritrovato il cadavere di David Rossi come raccontato dal New York Post e ripreso da vari siti, tra cui quello del Corriere della Sera. Si tratta di Giancarlo Filippone e Bernardo Mingrone. Il primo, che nel video è quello con piumino e berretto, è un collega del manager nonché amico dell’ex responsabile della comunicazione di Mps. Era stato allertato dalla moglie di Rossi, Antonella Tognazzi, che non vedeva tornare a casa il marito: a fine pomeriggio Rossi l’aveva avvisata che stava rientrando, dopo un’ora la donna, preoccupata, avvisa Filippone e altri amici della banca. L’altro uomo che si vede nel video con il cappotto è invece Bernardo Mingrone. All’epoca capo della vicedirezione generale finanza di Mps e oggi ai vertici di Unicredit. La sera del 6 marzo 2013 era uno dei pochi, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti di Siena, che si trovava nella sede di Rocca Salimbeni. Entrambi sono stati sentiti dai pm già nel 2013. Il primo verbale d’interrogatorio di Filippone è datato 6 marzo 2013, poche ore dopo il ritrovamento del corpo. Alle 23.18 Filippone ai carabinieri dice: “Sono uscito dal lavoro alle 18, successivamente sono stato contattato dalla moglie di Rossi, la quale non ricevendo risposte dal marito mi pregava di andare a chiamarlo. A questo punto prima gli ho inviato un sms alle ore 19.41 (…), non ottenendo risposta, dopo aver aspettato un po’, mi sono recato in ufficio alle ore 20.30 e quando sono entrato nella stanza ho visto la finestra aperta, ho guardato di sotto e ho visto il corpo esanime di David”.

Anche Mingrone è stato sentito la sera stessa. Ma dalle carte dell’inchiesta emerge anche l’annotazione del primo intervento della polizia. Il comandante Livio Marini verbalizza che “ad attendere l’equipaggio (la pattuglia, ndr) in Banchi di Sopra (la via dove è stato ritrovato cadavere Rossi) vi era il richiedente Bernardo Mingrone“. E’ stato lui ad avvisare il 118. Alle 23.20 della stessa sera, interrogato dai magistrati Mingrone ricostruisce l’accaduto: “Alle 20.40 mentre uscivo e stavo conversando al telefono, esattamente mentre mi trovavo nel corridoio al piano terra dell’edificio e mi avviavo verso l’uscita principale, mi veniva incontro il portiere insieme a un altro uomo (Filippone, ndr) che gesticolava vistosamente e confusamente. Il portiere mi diceva le seguenti parole: ‘David Rossi’ poi ‘finestra’, a quel punto dopo aver attaccato il telefono interveniva il collega di Rossi (Filippone, ndr) il quale mi ha detto che David Rossi si era buttato dalla finestra. Ho chiesto ai due dove fosse l’ufficio di Rossi per farmici accompagnare chiedendo se avessero chiamato l’ambulanza. entrato nell’ufficio mi sono affacciato alla finestra vedendo il corpo di rossi a terra; a quel punto ho chiamato io il 118 visto che mi era stato risposto che nessuno lo aveva chiamato“.

Il video integrale registrato dalle telecamere di sorveglianza da cui il New York Post ha estratto alcuni frame dura 58 minuti e 20 secondi. Il Fatto Quotidiano ne è in possesso ma sin dal primo momento ha deciso di non pubblicarlo. Filippone e Mingrone compaiono al minuto 56 e 18”, poco prima dell’arrivo dei soccorsi. Secondo la ricostruzione effettuata dai magistrati senesi, dopo esser stati allertati dalla moglie e aver cercato Rossi inutilmente nella sede della banca, si sono accorti affacciandosi dalla finestra dell’ufficio di Rossi che il manager era senza vita nella strada sottostante. Quindi i due sono scesi, sono andati nel vicolo e hanno chiamato i soccorsi. Quindi nessun mistero sull’identità dei due uomini. Le incongruenze in quel video sono altre. Come già raccontato dal Fatto Quotidiano in passato, ci sono delle ombre, delle auto, delle persone che si affacciano sul vicolo e che non sono mai stati identificate. Queste presenze sono visibili dal minuto 19 e 48” della registrazione integrale allegata agli atti dei pm, quindi almeno 40 minuti prima dell’arrivo dei soccorsi.

Nessun mistero, quindi, come confermato anche dalla Procura di Siena in una nota diramata nella mattinata di oggi. Nel comunicato i pm hanno sottolineato che il video sulla caduta di David Rossi “che circola in rete corrisponde a quello già all’epoca acquisito in atti”. Non solo. “Le due persone che si ritiene siano i soggetti che nel filmato si avvicinano erano già stati sentiti nelle primissime indagini” e “per definitiva conferma ed evitare ogni ulteriore illazione, nella nuova indagine in corso si è delegata la pg a risentire le due persone già identificate”. Nessuna novità, quindi. Nel frattempo l’inchiesta degli inquirenti su quanto accaduto va avanti. Sabato 25 giugno sarà effettuata la simulazione della caduta del corpo ed il sopralluogo negli spazi dove avvenuta la morte di David Rossi. Le nuove perizie tecniche saranno effettuate con l’ausilio dei vigili del fuoco e dei carabinieri. La simulazione della caduta non sarà effettuata con un manichino ma tramite rilievi tecnici. I nuovi accertamenti seguono l’esame autoptico sulla salma avvenuto il 22 aprile a Milano e di cui le parti attendono la relazione scientifica dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Le perizie erano state disposte dalla procura il 22 marzo a seguito della riapertura del fascicolo avvenuta nel novembre scorso su richiesta del legale della famiglia di Rossi secondo cui l’ex capo area comunicazione di Mps è stato ucciso da almeno due persone. L’inchiesta aperta in origine con l’ipotesi d’istigazione al suicidio era stata archiviata dal gip su richiesta dei magistrati.