Gli archeologi hanno ormai pochi dubbi: quella scoperta durante una campagna di scavi a Stagira è con ogni probabilità la tomba di Aristotele, il celebre filosofo greco padre del pensiero moderno. L’annuncio è stato dato oggi nel corso di un convegno a Salonicco dallo stesso autore della scoperta, l’archeologo greco Kostas Sismanides. La tomba è situata negli scavi archeologici dell’antica città di Stagira, nella parte orientale della penisola Calcidica vicino a Olympia, ed è un edificio a forma di ferro di cavallo. “Ci sono forti indizi che indicano che abbiamo trovato la tomba del grande filosofo”, ha dichiarato Sismanides alla tv di Stato Ert. Secondo l’archeologo, il popolo di Stagira avrebbe riportato le ceneri di Aristotele, morto a Calcide nel 322 a.C., nella sua città natale, seppellendole proprio nell’edificio che è stato ritrovato. Secondo quanto ha riferito Ert, Sismanides dirige la campagna di scavi a Stagira fin dal 1996.

E oggi ha dato la notizia del ritrovamento. Data e luogo, come detto, non sono casuali. A distanza di 24 secoli da quando il filosofo era in vita, infatti, a Salonicco si sta tenendo (dal 23 al 28 maggio) un convegno mondiale di studi per dimostrare quanto sia attuale la lezione di Aristotele. Oltre 300 i partecipanti, da 40 paesi, tra cui gli italiani Enrico Berti, Cristina Rossitto o Ennio De Bellis. Il convegno è stato improntato all’insegna di un forte taglio interdisciplinare proprio a sottolineare il fondamentale impatto di Aristotele su gran parte del pensiero umano e della scienza. Le celebrazioni per i 2400 anni dalla nascita del filosofo, cui prende parte anche l’Unesco, non si limiteranno a Salonicco, ma toccheranno anche la natia Stageira e l’antica Mieza (nei pressi dell’attuale Naousa), dove Aristotele – secondo Plutarco – insegnò ad Alessandro Magno.