Ampi pezzi di programma copiato, sia dai ‘colleghi’ di Civitavecchia che da un saggio di un ricercatore universitario. Nelle trenta pagine di proposte per rigenerare Brindisi, città in cui si vota il 5 giugno dopo la bufera giudiziaria che ha travolto l’ex sindaco Cosimo Consales, il Movimento Cinque Stelle ha in parte lavorato di “copia&incolla”, senza cambiare una virgola dei testi. Ci sono almeno tre tematiche sulle quali il candidato sindaco Stefano Alparone e i meet up in suo sostegno si sono “ispirati” a idee di altri, non solo colleghi di Movimento. Facendole proprie in tutto e per tutto, compresa l’esposizione. Senza però citarli. La fonte più corposa alla quale hanno attinto i Cinque Stelle brindisini è il programma di Antonio Cozzolino, grillino eletto sindaco di Civitavecchia nel 2014.

L’urbanistica e le politiche sociali – Come ha fatto notare il sito Brundisium.net, quando si candidò alla guida del comune laziale, Cozzolino scriveva in tema di urbanistica: “Per il M5S di Civitavecchia è necessario avere obiettivi da porre alla base di politiche urbanistiche sostenibili. La crescita della città è evidentemente degenerata e ha visto una notevole espansione rispetto alle dimensioni di prima della guerra. Si può osservare che questo fenomeno di cementificazione non pianificata ha generato un processo costante di deroga della capacità di avere una visione d’insieme causando la mancanza dello spazio pubblico e dei servizi pubblici per il cittadino. L’urbanistica si deve confrontare con la sostenibilità dell’insediamento urbanistico”. E giù quattro linee guida: “1. l’individuazione delle aree per la riqualificazione e il recupero urbano e produttivo sostenibile; 2. mantenimento dell’integrità dell’ambiente naturale e storico-archeologico; 3. corretto funzionamento delle reti e servizi ; 4. la qualità delle soluzioni spaziali dello spazio urbano vissuto quotidianamente dal cittadino”. Due anni dopo, scrive Alparone nel suo programma: “Per il M5S di Brindisi è necessario avere obiettivi da porre alla base di politiche urbanistiche sostenibili. Si può osservare come il fenomeno di cementificazione non pianificata abbia generato un processo costante di deroga della capacità di avere una visione d’insieme, causando la mancanza dello spazio pubblico e dei servizi pubblici per il cittadino. L’urbanistica si deve confrontare con la sostenibilità dell’insediamento urbanistico: l’individuazione delle aree per la riqualificazione e il recupero urbano e produttivo sostenibile; il Mantenimento dell’integrità dell’ambiente naturale e storico-archeologico; il corretto funzionamento delle reti e servizi; la qualità delle soluzioni spaziali dello spazio urbano vissuto quotidianamente dal cittadino”.

Lo stesso identico modus operandi è stato usato per il capitolo riguardante le politiche sociali, copiato passo per passo dal M5S Civitavecchia. I Cinque Stelle brindisini, come i colleghi laziali, credono che “le politiche sociali devono concretizzarsi attraverso investimenti in grado di creare opportunità occupazionali e generare un benessere sociale per i cittadini. In un contesto sempre più globale, con la necessità di integrazione interculturale, con un aumento dell’invecchiamento della popolazione ed un impoverimento delle risorse della Pubblica Amministrazione (p.a.), la politica sociale del Comune deve essere sempre più orientata al principio di sussidiarietà. In quest’ottica occorre valorizzare la “cittadinanza attiva” (vedi comitati di quartiere, associazionismo, volontariato e organizzazioni senza scopo di lucro) al fine di coadiuvare l’azione della p.a”. Come? Sono identiche anche le soluzioni: sia nel programma brindisino che in quello laziale, secondo il Movimento, bisogna “consolidare l’integrazione tra gli enti preposti all’erogazione dei servizi al cittadino, massima trasparenza in tutti gli atti della p.a., con particolare riferimento, nel rispetto della privacy degli utenti, alle graduatorie per contributi economici ed emergenza abitativa; maggiori e più stringenti controlli contro i “furbi” del sociale tramite lo strumento delle verifiche incrociate da attuarsi anche in collaborazione con le forze dell’ordine a tal fine deputate;  istituzione di una tavola rotonda permanente di co-progettazione tra i servizi sociali del comune, le associazioni presenti sul territorio e i comitati di quartiere”.

Copiata anche la premessa. “Ma noi onesti a non cambiare” – Altri capitoli sono invece declinati in chiave locale, risultano originali e con proposte forti, soprattutto in tema di trasparenza e di bilanci. Ma colpisce come siano identiche anche la presentazione e la premessa al programma, facilmente consultabili online. Alparone, contattato da ilfattoquotidiano.it, non nega: “Abbiamo steso il programma guardandone altri, non solo Civitavecchia. Se altri hanno fatto le cose perbene è giusto che, chi insegue il sapere condiviso come noi, persegua le loro linee guida. Siamo stati sciocchi (poi si corregge “onesti”, nda) a non cambiare. È stata una ingenuità”. Però le parti sono piuttosto corpose: “Sì, sono passi importanti. Ma di davvero corposo c’è il programma, le porzioni uguali sono passaggi generici che possono essere applicati a ogni comune – continua il candidato sindaco – Si tratta di linee guida che ritengo condivisibili. Basta leggere i capitoli su bilancio, ambiente, industria, agricoltura e sviluppo economico per capire come il programma non sia interamente copiato. Non trovo giusto delegittimare così un lavoro. Sarebbe stato più disonesto rimodulare i periodi”.

La sicurezza? Copia e incolla di un libro – Ma i Cinque Stelle brindisini non hanno sfruttato solo il lavoro di Cozzolino. Il capitolo “Sicurezza” è interamente copiato dal libro “La sicurezza urbana – Il ruolo della polizia di prossimità”, scritto da Andrea Antonilli, ricercatore del Dipartimento di sociologia e Diritto dell’economia dell’Università di Bologna. Nell’introduzione del testo, pubblicato nel 2008 dalla casa editrice Aracne e in parte disponibile online, si legge: “Il tema della sicurezza urbana è ormai diventato una delle questioni centrali dei governi nazionali e locali a partire dalla constatazione, sempre più condivisa, che il sistema della giustizia penale, le strategie di controllo e di repressione non sembrano essere in grado di produrre contesti di sicurezza. Il repentino emergere del problema sicurezza non appare solo collegato all’aggravarsi dei fenomeni criminali, ma anche ad alcuni avvenimenti di portata generale, quali le rapide trasformazioni fisico-sociali delle realtà urbane, il diradarsi delle forme del controllo sociale formale ed informale, le crescenti difficoltà di relazione tra la società civile ed il mondo istituzionale”. I concetti si ritrovano parola per parola nel programma di Alparone. E il copia e incolla continua, tranne che in un passaggio. Antonilli scrive: “Il volume intende concentrarsi sull’analisi del servizio di prossimità realizzato, a livello nazionale, dalla Polizia Municipale in alcuni Comuni italiani. La scelta di incentrare l’attenzione sui vigili deriva da due ordini di motivi: il primo si riferisce al fatto che (…)”. I Cinque Stelle brindisini lo hanno eliminato. Per ovvi motivi.

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