“Il governo valuti la possibilità di un permesso di soggiorno umanitario ai migranti per evitare che si crei un popolo di invisibili, sfruttati”. L’appello all’esecutivo è di monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, intervenendo domenica 8 maggio al Convegno del Cvm a Porto San Giorgio (Fermo), dal titolo ‘Frontiere umane, Popoli migranti’. “Sta crescendo il popolo dei diniegati”, ha detto, “che nel corso dell’anno potrebbe arrivare al numero di 40mila migranti“.

“Le Commissioni territoriali di fatto stanno operando sulla base di una lista dei Paesi sicuri e stanno negando una forma di protezione internazionale o umanitaria talvolta a nove su dieci dei richiedenti”, ha sottolineato il direttore di Migrantes. “Questa situazione creerà un fenomeno grave, perché il governo non sarà in grado di rimpatriare le persone, le persone stesse si renderanno irreperibili e sul territorio si creerà una situazione di insicurezza per le persone migranti o residenti”. Secondo monsignor Perego, “occorre utilizzare uno strumento che il Testo unico sull’immigrazione prevede, cioè un decreto del presidente del Consiglio che offra la possibilità di un permesso umanitario per le persone in fuga da disastri ambientali, da persecuzione politica e religiosa, da sfruttamento grave”.