Del Ttip già si discute da tempo. Negli ultimi giorni è emersa una velina (Leaks in gergo) in merito alle posizioni americane versus quelle europee su come questo accordo dovrebbe essere gestito e siglato. I documenti appaiono essere “freschi”, in quanto sembrano essere parte delle negoziazioni in atto in questi mesi. Già il Guardian domenica riportava la notizia. Sfidanti appaiono essere le potenziali “limitazioni” a poter creare nuove regolamentazioni all’interno dell’Unione EuropeaDi seguito, riprende il Guardian, “Le proposte Usa includono un obbligo della Ue di informare le (americane) industrie di ogni nuova regolamentazione in anticipo, e di permettere a loro (le industrie Usa) di poter offrire gli stessi input (dicasi attività di lobbying e suggerimenti vari) all’interno del processo di creazione delle regolamentazioni come già fanno i gruppi europei”.

ttip-6751A leggere questo concetto sembra che le aziende americane potrebbero essere in grado di influenzare con gruppi tecnici e comitati il lavoro di creazione delle regolamentazioni europee. In pratica venire a casa nostra a dire come dobbiamo comportarci e cosa decidere. Agricoltura. Ancora dal Guardian “gli Usa vogliono anche proporre dei nuovi articoli sul concetto di –scienza e rischio- per offrire ai gruppi industriali nativi un’opportunità in più per entrare nel merito delle regolamentazioni.” Le dispute in merito ai residui di pesticidi e sicurezza alimentare dovrebbero (nel caso) avere a che fare con il sistema del UN Food and Agriculture Organisation’s Codex Alimentarius systemGli ambientalisti dicono che questo codice ha molti “buchi”: circa il 44% delle decisioni sui pesticidi sono meno stringenti rispetto a quelli Europei, stando a quanto riferisce Greenpeace.

Gli Usa spingono per un gruppo di lavoro che possa adottare una linea di “low level presence initiative”. Tradotto questo permetterebbe di importare cargo contenenti tracce di ogm, non autorizzati, nei prodotti alimentari. La Unione Europea attualmente blocca questi ceppi alimentari a causa di timori sulla sicurezza alimentare e rischi di cross-impollinazione. Questo tipo di impollinazione è uno delle maggiori preoccupazioni in ambito agricolo. Una volta che un ceppo viene ibridato non c’è più la possibilità di tornare indietro. Per esempio ora in America (del nord) è impossibile trovare del granturco nativo (il problema è semplice da capire: se una qualunque malattia colpisse questo granturco non essendoci uno ceppo originale a cui risalire interi raccolti andrebbero persiIl Süddeutsche Zeitung offre un ulteriore analisi in merito alla situazione ogm.

Gli Usa, per esempio, richiedono che i divieti automatici sui prodotti ogm per proteggere la salute umana siano imposti solo se vi è prova scientifica che questi prodotti sono realmente pericolosi.” La posizione europea in merito è preventiva. Come dire meglio evitare problemi invece che cercare di risolverli quando sono già “scoppiati”. In tal senso l’Ue non accetta carni trattate con ormoni o cibi Geneticamente Modificati per precauzione. Mentre la posizione Americana è di solito di vietare gli stessi prodotti solo in caso si siano rivelati dannosi per la popolazione (il concetto di dannoso oscilla da una lieve allergia fino alla morte, tanto per intenderci). Una posizione estremamente opposta.

Cooperazione Legislativa. All’apparenza sembra che tale area sia un mare di tranquillità ma come riporta il magazine tedesco le cose non stanno così. Mentre la Ue sottolinea il suo diritto di auto determinazione legislative in material economica, sembrerebbe che gli Usa abbiano interesse ad avere una voce sulle decisione legislative in materia economica. Un approccio di precauzione europeo in materia legislativa sembra cozzare con quello americano. Stando ai documenti Washingotn minaccia rendere più complesse le esportazioni di auto europee per forzare l’Unione ad acquistare più prodotti agricoli americani. L’intero documento può essere scaricato sul sito di Greenpeace.

Questo accordo, stante le posizioni menzionate in questi documenti, può danneggiare l’ItaliaNon siamo una nazione che produce quantità ma qualità. Le nostre superficie agricole sono limitate. L’Italia potrebbe essere invasa da prodotti alimentari americani che stando alle cautele europee, potremmo dire inferiore. Ovviamente sarebbero prodotti i cui costi di produzione sono più bassi, data l’abilità dell’industria alimentare americana a fare economia di scala. Le nostre produzioni potrebbero sopravvivere con gli attuali standard di qualità? Difficile a dirsi. Quindi sul medio lungo periodo da un lato il dumping alimentare made in Usa e dall’altro le nuove regolamentazioni potrebbero forzare i nostri produttori agricoli a una scelta semplice. O fallire o scambiare la qualità per la quantità (una scelta comunque perdente considerando che l’italia non permette economia di scala paragonabili a quelle Usa).