Stadio pieno o multa alla società sul calciomercato, per colpire i grandi e piccoli club in quello a cui più tengono. La proposta “choc” arriva dalla Spagna, dove la Lega calcio starebbe studiando una nuova regola per costringere le società a combattere l’emorragia di tifosi che rappresenta uno dei problemi principali del calcio moderno. Obiettivo: riempire gli impianti per il 75% della capienza, con sanzioni raddoppiate per chi scende sotto il 50%. Chissà, magari un’idea anche per l’Italia, dove negli ultimi 20 anni sono andati persi quasi 10mila spettatori di media. Ma nella nostra Serie A appena tre squadre su venti (Atalanta, Frosinone e Juventus) risponderebbero a questi requisiti.

La notizia viene dal quotidiano Futbol Finanzas, secondo cui la Lega spagnola avrebbe un piano per risollevare le presenze allo stadio e migliorare il livello generale del prodotto-calcio: introdurre una sanzione economica per tutti i club che non riusciranno a riempire i propri stadi. Previsti due parametri: uno più alto ed ambizioso del 75% della capienza totale, una soglia minima del 50% al di sotto della quale la multa raddoppia. Le sanzioni verrebbero calcolate alla fine della stagione, e applicate al tetto salariale che ogni squadra deve rispettare all’interno della finestra di mercato (da qualche anno in Spagna esiste un monte del 70% del fatturato per gli ingaggi dei giocatori). Una bella minaccia per le società della Liga: non riuscire a portare i propri sostenitori allo stadio potrebbe infatti comportare delle pesanti limitazioni nell’acquisto di giocatori.

La proposta è rivoluzionaria, ma nasce per tentare di risolvere un problema molto diffuso in tutto il continente, che ha colpito anche la Spagna. Negli ultimi anni la Liga è scivolata al terzo posto in Europa fra i campionati più seguiti, dietro alla Bundesliga ormai famosa per i suoi stadi sempre pieni (oltre 43mila spettatori di media) e alla ricchissima Premier League (36mila). La Spagna si attesta a quota 27mila, in leggero calo rispetto al passato, ma in sostanziale tenuta grazie alle big Barcellona e Real Madrid, costantemente sopra le 70mila unità. Molto peggio, invece, è messa l’Italia: vuoi per il livello basso dello spettacolo, alcune polemiche degli ultras o la scarsa qualità degli impianti, la Serie A è quarta con 22mila tifosi di media, in caduta libera se si pensa che 20anni fa eravamo intorno ai 30mila.

Per questo la nostra Lega dovrebbe seguire l’esempio di quella spagnola e pensare a qualcosa per fermare l’emorragia. Anche se, importata da noi, una regola simile farebbe quasi una strage: quest’anno soltanto Juventus, Atalanta e Frosinone sono riusciti a superare la quota del 75%. Non è un caso: bianconeri e orobici sono tra i pochi ad avere uno stadio nuovo e funzionale, i ciociari invece al contrario ce la fanno grazie ad un impianto molto piccolo, esaurito con i soli abbonati. Nel resto del Paese è notte fonda. Anche la quota più bassa del 50% rappresenterebbe un problema per molti: se la caverebbero Empoli, Fiorentina, Genoa, Inter, Napoli, Sampdoria, Torino e Udinese, per gli altri ci sarebbero sanzioni pesanti. Tra cui grandi club come Milan, Roma e Lazio, che nella stagione hanno fatto registrare medie da provinciali. Probabilmente una cura così radicale in questo momento la Serie A non può neanche permettersela.

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