C’è un giudice di Potenza sotto indagine a Napoli per fatti commessi a Salerno. Si chiama Mario Pagano ed è il nome di punta del decreto di perquisizione eseguito stamane dalla Squadra Mobile di Napoli, diretta da Fausto Lamparelli, e da militari della Guardia di Finanza.  Le forze dell’ordine sono entrate in azione al Tribunale di Salerno (nella foto), e nelle case e negli uffici di cancellieri, imprenditori e di quattro avvocati salernitani. La Procura di Napoli, sezione pubblica amministrazione – pm Celeste Carrano, procuratore aggiunto Alfonso D’Avino – competente per i reati attribuiti a magistrati in servizio a Salerno, ha indagato otto persone in tutto.

Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico. Un gruppo capace di intervenire su provvedimenti del tribunale civile di Salerno e della tributaria per favorire alcuni imprenditori amici. Pagano presiede una sezione civile del Tribunale di Potenza, ma è indagato per vicende accadute nel periodo in cui era giudice a Salerno. Nei suoi confronti l’accusa è di corruzione in atti giudiziari.

L’inchiesta, a quanto si apprende, è nata come stralcio di una attività d’indagine della Dda di Salerno su vicende di usura nell’agro nocerino sarnese. Dall’intercettazione del cellulare di uno degli indagati gli investigatori sarebbero poi risaliti alle parole del giudice, ascoltato dagli investigatori mentre discuteva di presunti interventi su provvedimenti giudiziari, di presunti favori, di raccomandazioni. Parole che potrebbero anche essere prive di rilievo penale: le perquisizioni sono state disposte appunto alla ricerca di riscontri di un’eventuale attività criminosa, ancora da dimostrare. La Squadra Mobile e la Finanza hanno acquisito alcuni documenti ora al vaglio del pm e stanno effettuando accertamenti bancari e patrimoniali.

Mario Pagano è un giudice noto e stimato, da tempo impegnato nelle attività associazionistiche della magistratura. E’ segretario distrettuale di Magistratura Indipendente a Potenza. Per un periodo Pagano ha fatto parte del comitato direttivo centrale dell’Anm: nel giugno 2013 è subentrato come primo dei non eletti a Cosimo Ferri, quando questi venne nominato sottosegretario alla Giustizia del governo Letta.

Sul caso del giudice Pagano potrebbe presto intervenire il Csm. Il consigliere laico di Forza Italia Pierantonio Zanettin ha infatti chiesto al Comitato di presidenza l’apertura di una pratica in Prima Commissione per “valutare se sussistano profili di incompatibilità ambientale o funzionale sotto il profilo dell’appannamento dell’immagine di terzietà e imparzialità” per il magistrato coinvolto nell’indagine.  Se il vertice di Palazzo dei marescialli darà il via libera alla richiesta la Commissione incaricata dovrà accertare se vi sono i presupposti per un trasferimento d’ufficio del giudice sotto inchiesta.

Aggiornato dalla redazione web