François Hollande ha rinunciato all’introduzione dello stato d’urgenza in Costituzione, alla revoca della cittadinanza per i terroristi e dunque alla riforma costituzionale. L’annuncio è stato fatto dallo stesso presidente della Repubblica francese al termine del consiglio dei ministri. “Ho deciso di chiudere il dibattito perché non sono riuscito a trovare consenso alla mia proposta”, ha detto. La sua era una battaglia iniziata quattro mesi fa, subito dopo gli attentati del 13 novembre scorso che hanno travolto Parigi.

A influenzare Hollande sicuramente anche il nuovo minimo di popolarità registrato nei sondaggi (18%) nei giorni scorsi. Il presidente ha così rinunciato a riunire le camere nel Congresso di Versailles e a far votare i parlamentari i provvedimenti già più volte contestati in queste settimane. La regola più controversa, che ha spaccato la maggioranza e trovato l’opposizione della destra, era quella di privare della nazionalità francese i terroristi con doppia cittadinanza. La revoca non sarebbe infatti stata possibile per quelli con un solo passaporto, che sarebbero rimasti apolidi. Hollande ha però precisato: “Non devierò dagli impegni che ho preso per garantire la sicurezza del Paese”. Il dibattito sul tema ha riempito per mesi le pagine dei giornali e i dibattiti politici: la revoca della cittadinanza è in realtà un vecchio cavallo di battaglia della destra che in un primo momento aveva accettato l’iniziativa, salvo poi chiedere un intervento più incisivo.

Non si è però trovato il sostegno politico trasversale che permettesse il passaggio del provvedimento e Hollande ha deciso di rinunciare. “Mi rendo conto oggi”, ha continuato il presidente della Repubblica, “quattro mesi dopo, che l’Assemblea nazionale e il Senato non hanno trovato un accordo e che un compromesso sulla decadenza sembra essere lontano dalle attese. Constato anche che una parte dell’opposizione è contraria a ogni revisione costituzionale e che riguardi lo stato d’urgenza o l’indipendenza della magistratura”. Secondo il presidente francese è il momento che la Francia resti unita di fronte all’emergenza nazionale. “Dobbiamo fare di tutto in queste circostanze per evitare le divisioni”.