Bernie Sanders fa tripletta. Dopo essersi aggiudicato i caucus negli Stati di Washington e Alaska, lo sfidante democratico alle presidenziali Usa vince anche quelli delle Hawaii. Con il 90% dei voti scrutinati, il senatore del Vermont è in vantaggio di oltre 40 punti percentuali, con il 71% dei consensi, contro il 29% dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton. In palio vi sono 25 delegati per la nomination democratica. “Stiamo facendo notevoli passi avanti intaccando il vantaggio della segretaria Clinton…. Abbiamo ora un sentiero verso la vittoria“, ha detto esultando Sanders davanti ai suoi sostenitori nel Wisconsin, a Madison, “E’ difficile – ha aggiunto – ora per chiunque negare che la nostra campagna ha preso lo slancio”.

Pur con i risultati di sabato, Clinton è in vantaggio su Sanders di circa 300 delegati, sui 2.383 necessari per la nomina alla convention del partito, a luglio a Philadelphia. Aggiungendo il supporto dei superdelegati – leader di partito che sono liberi di sostenere qualsiasi candidato – ha 1.690 delegati sui 946 per Sanders, che ha bisogno quindi di vincere fino ai due terzi dei delegati ancora sul piatto per agguantare Clinton, che continuerà ad accumulare voti a suo favore”.

Sanders è riuscito a conquistare la base liberale del partito e i giovani, con i suoi appelli per frenare Wall Street e combattere le diseguaglianze di reddito, un messaggio che trova terreno fertile nella liberale Washington e altri Stati occidentali. Il senatore democratico ha vinto in Utah e Idaho all’inizio di questa settimana. “Non lasciate che nessuno vi dica che non possiamo vincere la nomina o l’elezione generale”, ha detto Sanders ai sostenitori in Wisconsin, dove il prossimo cinque aprile ci sarà un’altra sfida chiave, “stiamo andando a fare entrambe le cose”.

Tutte e tre le gare di sabato erano caucus, un formato che ha favorito Sanders perché richiede più impegno da parte degli elettori, e si sono svolti in Stati con meno elettori neri e ispanici che hanno contribuito a portare carburante alla campagna di Clinton. Dopo il Wisconsin, la gara democratica si trasferisce a New York per la sfida chiave del 19 aprile e in un blocco di cinque Stati del nord-est, guidati dalla Pennsylvania, il 26 aprile. E lo sfidante punta a vincere proprio nello Stato tra quelli più favorevoli alla Clinton: New York, di cui è stata senatore.

Un possibile showdown a New York può rivelarsi anche un test per il patito democratico, una verifica su quanto e coma possa ricomporsi e tenere insieme le sue anime per lo sprint finale dell’autunno verso l’’election day’ che apre le porte della Casa Bianca.